Filippo Rossi Cassigoli
(Pistoia 23.8.1835 - Pistoia 18.5.1890)
Filippo Rossi Cassigoli, nacque a Pistoia il 23 agosto 1835, figlio del banchiere Bartolomeo (13.2.1805 – 28.2.1839), a sua volta figlio del banchiere e negoziante Filippo.
Non educato agli studi classici, si formò autonomamente una discreta cultura, arricchita dalla frequentazione di scrittori e studiosi, i quali spesso si recavano da lui per visitare la ricca collezione di pubblicazioni e documenti che aveva cominciato a raccogliere dal 1864. Proprio a proposito della fortunata ricerca, nella sua collezione, della relazione dl viaggio al Tibet del missionario gesuita pistoiese Ippolito Desideri, così lo ritrae il letterato pistoiese Gherardo Nerucci (Pistoia 18.5.1828 ‒ Montale, Pistoia, 30.12.1906):
trovai la Relazione del Desiderj posseduta dal solerte, anzi, per esprimermi con evidenza più calzante al vero, dall’accuratissimo braccatore di oggetti e memorie pistoiesi, nobil sig. Filippo Rossi-Cassigoli. Egli ha, con uno zelo superiore ad ogni lode e con non mediocre spesa, raccolto tutto quello che fu stampato di autori di Pistoia dal volume in folio all’articolo sparso per entro un giornale, tutto quello che di manoscritti pistoiesi gli riuscì avere, come diari, statuti di arti, genealogie, disegni, stemmi, ricordi di ogni sorta, opuscoli, relazioni di viaggio, ec., ec., ed inoltre, medaglie e tessere, e finalmente utensili dell'epoca preistorica scavati nel suburbio e nel contado della città: una collezione, insomma, pregevolissima e d’inestimabile valore, e che non potrebbe fare a meno di consultare chi volesse accingersi a scrivere la Storia, non poetica né leggendaria, del Comune di Pistoia [G. Nerucci, Intorno al Padre Ippolito Desiderj da Pistoia d.C.d.G., “La Rivista Europea”, a. VII, vol. III, fasc. II, 1° luglio 1876, pp. 289-294: 291].
Analogamente Alfredo Melani (Pistoia 23.1.1859 – Milano 1928) lo presenta come «studioso, amante di quanto all’arte e alla storia, soprattutto del suo paese nativo, si riferiva». Dice di lui inoltre:
il nome del Cassigoli è così congiunto alla vita passata e presente di Pistoia come, forse non è il nome di nessun altro cittadino. Raccoglitore amoroso e intelligente di quanto poteva onorare e illustrare il suo paese, il Cassigoli riescì a ordinare una raccolta di cose pistoiesi ragguardevolissima. Non v’era, quindi a Pistoia, persona anche men che mezzanamente colta la quale non conoscesse questa raccolta, né capitava a Pistoia persona notevole e studiosa che non la visitasse riportandone ricordo vivissimo e grato. Questo ricordo si rivolgeva, in parte, personalmente al Cassigoli; il quale nella sua raccolta lietamente riviveva nella geniale acutezza delle sue vedute e nella raffinatezza, direi quasi cinquecentistica, dei suoi gusti. E io credo che pochi, a Pistoia, abbiano avuto, e abbiano, gli alti intendimenti che ebbe il Cassigoli e lo squisito senso moderno della vita [A. Melani, Filippo Rossi-Cassigoli, “Arte e Storia”, a. IX, n. 14, 31.5.1890, p.110 (necrologio firmato “Milano, 23 di Maggio”)].
Lo storico boemo Ludwig Zdekauer (Praga 16.5.1855 ‒ Firenze 30.4.1924) ricorda l’amabile ospitalità e la collezione del Cassigoli:
Qualche ora lieta passai pure nella casa ospitale di Filippo Rossi – Cassigoli, uomo colto e amantissimo della sua città. Egli lasciò [nel manoscritto, prima della correzione, appariva: ‘aveva riunito’] una magnifica raccolta di cose pistoiesi, che fu acquistata da quella stessa Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in base ad una relazione firmata da me e da Luigi Chiappelli» [Lodovico Zdekauer, Ricordi di un quasi redento (1855-1896). Edizione a cura di Francesco Chiappelli e di Veronica Vestri, “Bullettino Storico Pistoiese”, a. C (Terza serie, XXXIII), 1998, pp. 179-223: 218 (c. 36 del manoscritto)].
Questo personaggio di essenziale importanza per la documentazione storica pistoiese è stranamente poco e superficialmente studiato. Si possono ricordare il retorico necrologio di Luigi Bargiacchi [Parole dette sul feretro da Luigi Bargiacchi e dal Dott. Arciprete Vittorio Guadagni nella Chiesa Cattedrale di Pistoia la sera del dì 19 Maggio 1890 (fascicolo di pp. 20: 7-12)] e la prefazione di Giovanni Grazzini (Un esploratore del tempo perduto) ai ricordi del viaggio in Italia del collezionista [Filippo Rossi Cassigoli, Italia 1863 ricordi di viaggio, a cura di Giovanni Grazzini, Istituto Geografico DeAgostini (Collana di viaggi diretta da Enrico Emanuelli, Quinta Serie, 2), Novara, 1966, pp. 176: 7-19].
La figura di Filippo Rossi Cassigoli è ben più complessa di quanto risulta dai meritati elogi alla sua raccolta (oggi Fondo Rossi-Cassigoli della Biblioteca Nazionale di Firenze che lo acquistò nel 1894).
Una interessante trattazione del Rossi Cassigoli, seppur sintetica, è quella fornita dallo storico pistoiese Enrico Bettazzi, che così lo illustra:
«Filippo Rossi Cassigoli fu un personaggio nascosto della vita pistoiese ottocentesca: gregario nelle lotte politiche e amministrative, il suo nome non spiccò mai nelle pagine di cronaca della città. Legato al partito liberal-moderato, o monarchico costituzionale come allora si definiva, amico dei cattolici più influenti di Pistoia, quest’uomo, schivo di riconoscimenti, era apprezzato da tutti, persino dai repubblicani e dai radicali. […]
In ventisei anni migliaia di volumi di ogni epoca, manoscritti, pergamene, incisioni, furono messi assieme in questa grande raccolta; alla massa dei documenti si aggiunsero le testimonianze più interessanti della vita cittadina: giornali, fotografie, corrispondenze epistolari, manifestini e fogli volanti, documenti statistici. Già la fama della collezione aveva varcato i confini circondariali: la raccolta era divenuta meta e luogo di ritrovo di insigni studiosi delle più svariate materie, per l’importanza che aveva soprattutto nella parte bibliografica. I dotti che giungevano da ogni parte, perfino dalla Germania, venivano cortesemente ospitati dal Rossi Cassigoli stesso. Con costanza e sacrificio il benemerito uomo pistoiese continuò nella sua opera di raccolta fino alla morte, avvenuta il 18 maggio 1890 a 54 anni». […] [Enrico Bettazzi, Periodici dell’Ottocento. La raccolta Rossi Cassigoli, “Fare Storia”, a. V, n.1, 1985, pp. 44-54: 44].
La collezione, già evidenziata, per le opere più rilevanti, nel 1877 da Giovanni Procacci, nella nota 38 del suo Niccolò Forteguerri e la satira toscana dei suoi tempi (Tip. Cino dei Fratelli Bracali, Pistoia, 1877, pp. 87: 71-76), è descritta sommariamente da Luigi Chiappelli in “Archivio storico italiano” (serie V, tomo V, dispensa 3, 1890, pp. 482 e sgg.), dopo la morte del grande raccoglitore, quando si aprì la questione della destinazione di quella importante raccolta.
La città non si mostrò interessata e si lasciò sfuggire buona parte delle fonti della sua storia. Fortunatamente la raccolta trovò una degna collocazione nella Biblioteca Nazionale di Firenze, per merito dell’allora prefetto Desiderio Chilovi (Taio, Trento, 23.5.1835 ‒ Firenze 7.6.1905), il quale fu autorizzato all’acquisto, dal ministero della Pubblica Istruzione, dopo il parere positivo espresso, il 9 luglio 1891, nel rapporto definitivo dalla commissione di esperti formata da Ludovico Zdekauer, Luigi Chiappelli e Francesco Bartolini.
Il 13 giugno 1894 la collezione divenne parte integrante della Biblioteca Nazionale fiorentina, come Fondo Rossi-Cassigoli. Purtroppo questo fondo ha una catalogazione vecchia e molto sommaria. La sua descrizione più ampia è ancora quella contenuta in Vittorio Emanuele Baroncelli, La Collezione Pistoiese Rossi-Cassigoli nella R. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Suo ordinamento – suoi cimeli), “Bullettino Storico Pistoiese”, a. XX, n. 1-2, 1918, pp. 1-25 [la firma è preceduta dalla data «Firenze, 9 ottobre 1917». Nel testo del Baroncelli sono indicati riferimenti alla collezione in altri scritti di vari autori]. Benemerita la precisa e completa catalogazione dei periodici locali riportata da Enrico Bettazzi nell’articolo sopra citato.
Un aspetto specifico della personalità del Cassigoli si può ricavare dal comportamento in merito alla pubblicazione del manoscritto di Ippolito Desideri in suo possesso. Si veda E. G. Bargiacchi, La ‘Relazione’ di Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali, “storialocale”, (a. I), n. 2, dicembre 2003, pp. 4-103: 18-36..
[Scheda redatta nel 2008 da Enzo G. Bargiacchi]
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