Filippo De Filippi
Filippo de Filippi (Torino 6.4.1869 –
Settignano,
Firenze
23.9.1938), figlio di Giuseppe e di Olimpia Sella, medico e fisiologo, docente
di medicina operativa all’Università di Bologna, si perfezionò in chimica
fisiologica in istituti scientifici tedeschi e inglesi, producendo importanti
pubblicazioni, prima che il suo interesse per la montagna e i viaggi lo
indirizzassero totalmente verso i campi della geografia e delle esplorazioni.
Nel 1901 sposò la scrittrice inglese Caroline Fitzgerald (figlia del Rev. William
John), morta prematuramente dieci anni dopo. Prestò servizio volontario in
guerra come tenente-colonnello medico nella
Croce Rossa e poi fu inviato a
Londra, dove dal 1917 al 1919 organizzò e diresse l’Ufficio italiano di
propaganda e informazione. Insignito di altre onorificenze dal governo
britannico e da varie società geografiche nazionali, fu membro dell’Accademia
dei Lincei, dell’Accademia Pontificia e di altre importanti istituzioni.
Alla spedizione presero parte i geografi e geologi Giotto
Dainelli e Olinto
Marinelli, l’astrofisico Giorgio
Abetti (docente
all’Università di Roma e futuro direttore dell’Osservatorio di Arcetri), i meteorologi marchese Nello Venturi Ginori e Camillo Alessandri, il
primo tenente di vascello Alberto
Alessio, il tenente del Genio Cesare Antilli (a cui si
debbono le splendide fotografie), l’ingegnere John Alfred
Spranger (collaboratore
di Alessio e Abetti nei lavori geodetici e topografici) e la guida alpina di
Courmayeur, Joseph Petigax (già accompagnatore del
Duca degli Abruzzi in varie
spedizioni, tra le quali quella del 1909 al Karakorum). Erano inoltre aggregati
al gruppo italiano tre topografi del Servizio trigonometrico indiano: il
maggiore inglese Henry Wood (autore di una specifica pubblicazione su quella
spedizione) e due collaboratori indiani (Jamna Pranad e Shib Lal) Su quella spedizione e in particolare sui
partecipanti si veda Nicola
Vacchelli,
Prime pubblicazioni della Spedizione
italiana De Filippi nell’Himalaia, Caracorùm e Turchestàn cinese (1913-1914),
“L'Universo” a. V, n.
11, novembre 1924, pp. 777-788.
Si vedano inoltre le prime
relazioni pubblicate in due fascicoli nel 1914 (Spedizione asiatica del dott.
Filippo De Filippi, Società Italiana per il Progresso delle Scienze: Prime
relazioni; Quarta relazione). Le stesse relazioni, o comunque notizie sugli
sviluppi delle ricerche della spedizione furono pubblicate sui periodici
geografici.
Sul “Bollettino
della Società Geografica Italiana”:
a. XLVIII,
vol. LI
(Serie V, Vol. III), 1914, pp. 84-87, 663-669.
Autore di scalate su varie cime alpine, delle quali rese testimonianza nelle
relazioni pubblicate sulla “Rivista del Club Alpino Italiano” dal 1887 in poi,
partecipò alla spedizione di Luigi Amedeo di Savoia,
Duca degli Abruzzi, in
Alaska nel 1897 (conquista
del monte Saint Elias, il 31 luglio) e ne scrisse la relazione. Fu autore anche
delle relazioni di altre spedizioni africane dello stesso
Duca degli Abruzzi (Ruwenzori,
1906, Uebi Scebeli 1928) pur non partecipandovi. Importante fu invece la sua
partecipazione alla spedizione del 1909 al Karakorum del
Duca degli Abruzzi
che
affrontò il K2 e raggiunse sul
Chogolisa la quota di 7.500 metri, la massima
raggiunta fino allora, e che fece importanti rilievi del ghiacciaio
Baltoro; la
relazione sempre di De Filippi, arricchita dalle splendide fotografie di
Vittorio Sella, uscì nel 1912 in italiano (La Spedizione nel Karakorum e
nell’Imalaia Occidentale, 1909, Zanichelli, Bologna) e in inglese (Karakorum and
Western Himalaya, 1909,
Sulla “Rivista Geografica Italiana”: a. XX, fasc. II-III, febbraio-marzo 1913, pp. 199-200; a. XXI, fasc. I-II, gennaio-febbraio 1914, pp. 112-113; a. XXI, fasc. III, marzo 1914, pp. 262-263; a. XXI, fasc. V-VI, maggio-giugno 1914, pp. 395-397; a. XXI, fasc. VIII, ottobre 1914, pp. 541-542; a. XXI, fasc. IX, novembre 1914, pp. 615-616; a. XXI, fasc. X, dic. 1914, pp. 670-671; a. XXII, fasc. I, gennaio 1915, pp. 53-54; a. XXII, fasc. IV, aprile 1915, pp. 221-223; a. XXII, fasc. V-VI, maggio-giugno 1915, pp. 225-254.
Su
“The
Geographical Journal”
(Dr. De Filippi's
Asiatic Expedition):
Vol. XLIII (January to June 1914), pp. 32-34 (n. 1, January 1914), pp. 672-676
(n. 6, June 1914); Vol. XLIV (July to December 1914), pp. 528-534 (n. 6,
December 1914), pp. 528-534.
All’elaborazione e alla pubblicazione dei dati raccolti contribuirono, insieme
ai partecipanti alla missione, anche altri valenti studiosi, tra i quali
ricordiamo il geografo ed etnologo Renato Biasutti (San Daniele del Friuli,
Udine, 22.3.1878 – Firenze 3.3.1965). Il diario delle esplorazioni del
sottogruppo Dainelli è ampiamente riportato in G.
Dainelli, Paesi e genti del
Caracorùm. Vita di carovana nel Tibet occidentale, 2 voll., Luigi Pampaloni
Editore, Firenze 1924.
Una
sintetica presentazione della spedizione De Filippi e della documentazione
fotografica si può trovare nei cataloghi di due mostre tenute a Siena e a
Firenze all’inizio del 2008:
Riconoscendo l’importanza dell’opera di Desideri che, anche dopo l’edizione
curata nel 1904 da Carlo
Puini, fu ignorata, sottostimata e perfino diffamata e comunque
riportata sempre con grandi errori (lodevole e notevole eccezione quella di Sven
Hedin), si dedicò con amorevole cura a predisporne
una edizione in lingua inglese, ben pregevole per l’epoca. De Filippi era
consapevole infatti che a parte l’epicità del viaggio, il valore storico e di
testimone oculare di vicende capitali, la relazione del missionario – come
scrisse nella sua prefazione – conteneva «la più accurata descrizione del
Tibet, in tutti i particolari […], con la quale nessuna delle opere successive
poteva essere comparata per completezza, precisione, sicurezza di giudizio e
serena oggettività» [
Giorgio Abetti (Padova 5.10.1882 – Firenze 23.8.1982) sottolineò di De Filippi
la «personalità franca e leale, e la sua parola geniale e intelligente»,
ricordando che ebbe «notevoli e ben meritati premi; […] fu nominato dal Re
d’Inghilterra
Aurel Stein, che fu legato all’esploratore italiano da una profonda amicizia (si
incrociarono sugli stessi itinerari esplorativi), scrisse un bel ricordo di De
Filippi su “The Alpine Journal” (vol. LI, n. 259,
Tom George
Longstaff
(1875-1964), famoso alpinista ed esploratore (conquistò il primo ‘settemila’
himalayano – il Trisul – con i fratelli
Alessio e Enrico Brocherel) ricordò De
Filippi come «un buon italiano, ma cosmopolita nel miglior senso della parola […].
Fu un uomo di ampie vedute e di grande tolleranza. Rifiutò formalmente di
aderire al partito fascista, perché aveva fortissime opinioni personali […],
l’Inghilterra non ebbe un amico più vero di lui» [necrologio su “ Per una più completa informazione su De Filippi si veda:
- Massimo
Mazzoni, Stefano
Anastasio, Quando l’Himalaya era più lontano delle stelle.
Immagini dalla spedizione De Filippi 1913-1914,
Accademia delle Scienze di Siena
detta de’ Fisiocritici, Siena, 2008, pp. 48 [Catalogo della mostra tenuta nella
sede dell’Accademia, 13 febbraio – 30 giugno 2008];
- La “Dimora delle nevi” e le carte ritrovate. Filippo
De Filippi e le spedizioni scientifiche italiane in Asia Centrale (1909 e
1913-14), Pacini Editore, Pisa, 2008, pp. 96 [Catalogo della mostra promossa
dalla
Società di Studi
Geografici e dal
Museo di storia naturale dell’Università di
Firenze; Palazzo Ammannati, Firenze,14-24 marzo 2008].
- Laura
Cassi (a cura), La
"Dimora delle nevi" e le carte ritrovate. Filippi De Filippi e le spedizioni
scientifiche italiane in Asia centrale (1909 e 1913-14). Atti del Convegno -
Firenze 13-14 marzo 2008, Società di Studi Geografici ("Memorie Geografiche" -
Pubblicate come supplemento alla "Rivista
Geografica Italiana" - Nuova serie n.8, anno 2009), Firenze, 2009, pp. 420
[contiene Leonardo
Rombai, Enzo Gualtiero
Bargiacchi, Filippo De Filippi, pp.
235-252].
Si vedano inoltre:
- Francesco Surdich, voce De Filippi del Dizionario Biografico degli Italiani (vol. XXIII, Roma 1987, pp. 750-753);
- Stefano Anastasio, Monumenti sulla via della seta: la spedizione di De Filippi del 1913-1914, "Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena", a. XXIX, 2008, pp. 57-76;
- E.G. Bargiacchi, La 'Relazione di Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali, “Storia locale” , n. 2, 2003, pp. 3-103: 61-71.
[ Scheda redatta nel 2008 (aggiornata nel giugno 2009) da E.G. Bargiacchi ]
