Ambrosio Correa S. J.

 

(Aveiro, Portogallo, 1606 – Angola 24.5.1652)

 

Ambrosio Correa nacque ad Aveiro, in Portogallo, nel 1606 ed entrò nella Compagnia di Gesù a Lisbona nel 1622; arrivò in India nel 1630.

Nel 1635, dopo la morte di de Andrade (1580-1634), partecipò alla sfortunata spedizione che da Goa si portò a Tsaparang, capitale dell’ex regno di Guge (Tibet occidentale). In quella spedizione, guidata da Nuño Coresma [1] e composta da sette missionari, due padri morirono per strada, altri due (Balthasar Caldeira[2] e Pietro de Freytas[3]) e un laico (fratello Faustino Barreiros[4]) si ammalarono gravemente e furono costretti a fermarsi a Srinagar, capitale del Garhwal. Nel luglio 1635 solo padre Correa arrivò a Tsaparang, con il superiore. I due trovarono una situazione insostenibile e così padre Coresma rimandò ben presto indietro il suo compagno di viaggio, latore di un messaggio nel quale chiedeva di chiudere la missione. Non ebbe nemmeno il tempo di ricevere la risposta e all’inizio dell’autunno di quello stesso 1635, fu costretto ad abbandonare la missione, incamminandosi sulla via del ritorno insieme a Manoel Marques,[5] ultimo missionario rimasto nella missione fondata da de Andrade.

Dopo la missione a Tsaparang, dove rimase dal luglio al settembre 1635, fu impegnato a Goa fino al 1650.


 


[1] Nuño Coresma, nato nel 1600 (probabilmente nel villaggio San Roman, del distretto spagnolo di Tordesillas) entrò sedicenne nella C. d. G. e andò in India nel 1625. Dopo la missione a Tsaparang, nel Tibet occidentale (luglio-ottobre 1635), diresse un collegio nell’isola Salsette. Morì nell’ottobre 1650 presso le coste di Mozambico (probabilmente mentre rientrava a Goa dopo una permanenza in Europa.

[2] Balthasar Caldeira (Macao 1609 – Goa 3.5.1678) entrò nella C. d. G. a Goa nel 1627 e rimase tre anni nella missione dell’Impero moghul; poi operò nel Tonchino, in Cina, Giappone e altri paesi, prima di tornare in India, dove ebbe molti incarichi.

[3] Pietro de Freytas (Mondim, Portogallo, 1608 – Goa 3.5.1840) entrò nella C. d. G. a Goa nel 1630 e, sempre a Goa fu professore di teologia.

[4] Barreiros (Lisboa 1605 – Bassein 8.3.1866) divenne fratello laico della C. d. G. a Lisbona quando era ventenne; risulta a Goa nel 1633 e, al ritorno da Srinagar del Garhwal, passò a Bassein, dove fu impegnato per la maggior parte della sua vita.

[5] Manoel Marques, nato nel 1596 ed entrato nella Compagnia di Gesù nel 1618. Fu il compagno di viaggio di António de Andrade in Tibet (Tsaparang, capitale del regno di Guge), prima traversata della catena himalayana da parte di europei, rimanendovi dall’agosto al settembre 1624, e ritornandovi varie volte. Fu in Tibet: dall’aprile alla fine del 1626, dopo avervi condotto i padri João de Oliveira, Francisco Godinho e Alano dos Anjos (Alain de la Beauchaire); dal settembre al novembre 1627, dopo aver condotto il padre António Pereira; in vari periodi successivi, guidandovi tra gli altri il padre Francisco de Azevedo, nel 1627, fino a condurvi il padre Nuño Coresma, alla guida della sfortunata spedizione giunta a Tsaparang nel luglio 1635, che nell’autunno dello stesso anno fu costretta ad abbandonare la missione. L’epilogo fu, per Marques, ancora più tragico. Nell’ultimo tentativo di restaurare la missione del Tibet, su pressione del Generale della Compagnia, accompagnò tre padri da Agra a Srinagar nel Garhwal, e da lì partì, nell’estate del 1640, con il padre Stanislao Malpichi, superiore di quella missione. Furono arrestati appena entrati in Tibet; riuscirono a fuggire, ma Marques fu ripreso e nel 1641 risulta ancora prigioniero a Tsaparang, dopo di che se ne perdono le tracce.

[Scheda redatta il 20.3.2009 da Enzo G. Bargiacchi]

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