Arcangelo Carradori

(Frat’Arcangelo da Pistoia)

Missionario francescano dell’ordine dei frati minori osservanti, fu in Alto Egitto fra il 1630 e il 1638, ne descrisse l’esperienza in una relazione e produsse un Dizionario turco-italiano e italiano-nubiano, che, per la parte nubiana, rappresenta il primo dizionario di una lingua dell’Africa sub-sahariana. Al suo ritorno svolse la funzione di professore di arabo nell’Università di Pisa. Morì nel Convento di Giaccherino, presso Pistoia, nel 1652.

La sua Relatione delle cose che hà possuto veder frat’Arcangelo da Pistoia Minor Oss.te Missionario nell’Alto Egitto dal 1630 fino al 1638, fu pubblicata integralmente da G. Lumbroso (Ritocchi ed aggiunte ai «Descrittori italiani dell’Egitto e di Alessandria»), in “Atti della R. Accademia dei Lincei”, classe di scienze mor., stor. e fil., s. 4 X (1892), I, pp. 212-229. Il manoscritto è conservato nel Fondo Rossi Cassigoli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Importante è soprattutto il suo Dizionario turco-italiano e italiano-nubiano (ms. 312 della Biblioteca Comunale Forteguerri di Pistoia, ff. 1r-317v). Il Ditionario della lingua italiana e nubiana, ff. 270r-317v [« Cavato per interprete da Girge dell’Egitto dal padre frate Arcangelo da Pistoia de’ Carradori minore osservante di San Francesco, missionario apostolico in quelle parti, e compito li 27 di ottobre 1635 con pericoli di vita frequenti, e ricopiato nel Convento di Giaccherino fuor di Pistoia e terminato li 20 di settembre 1650» (f. 317v)], che malgrado i suoi difetti resta ancora oggi fondamentale per lo studio della lingua nubiana.

Il dizionario del Carradori fu scoperto e portato a conoscenza degli studiosi dal letterato pistoiese Gherardo Nerucci, che ne scrisse sul “Bollettino Italiano degli Studii Orientali” (Prima serie, a. I, n. 12, 25.12.1876, pp. 232-234; nuova serie, n. 7, 6.8.1878, p. 135). Sempre per interessamento di Gherardo Nerucci il manoscritto dell’opera, figura, insieme alla relazione dello stesso Carradori ed all’appena riemersa Relazione di Ippolito Desideri, nell’elenco delle opere esibite nella mostra organizzata a Firenze da Angelo De Gubernatis nel 1878, in occasione del Quarto Congresso internazionale degli orientalisti (“Bollettino Italiano degli Studii Orientali”, nuova serie, n. 8-15: Catalogo dell’Esposizione orientale, Serie A, Codici, diplomi, ecc., risp. nn. 132 e 131, a p. 219).

Il dizionario nubiano fu successivamente pubblicato in edizione critica, a cura dello svedese Karl Vilhelm Zetterstéen (1866-1953): K.V. Zetterstéen (ed.), Arcangelo Carradori’s Ditionario della lingua italiana e nubiana, “Le Monde Oriental” (Archives pour l’histoire et l’ethnographie, les langues et littératures, religions et traditions de l’Europe orientale et de l’Asie; Uppsala), Vol. V, 1911, pp. 42-79 (fasc. 1), 137-167 (fasc. 2); Vol. VIII, 1914, pp. 203-236 (fasc. 3); Vol. IX, 1915, pp. 17-55 (fasc. 2); Vol. XIII, 1919, pp. 185-204 (fasc. 3); Vol. XXIV, 1930, pp. 74-97 (fasc. 1-2), 205-282 (fasc. 3). Zetterstéen è autore di una presentazione iniziale in inglese (pp. 42-43), e di note specifiche a varie voci.

Riguardo a Carradori si veda la voce del Dizionario Biografico degli Italiani (Vol. XX, Roma 1977, pp. 631-633), redatta da Luigi Cajani; questi segnala l’edizione del dizionario fino alla lettera O, non considerando la tarda ripresa e completamento dello stesso, con le lettere da P a Z, avvenuta nel 1930. Lo stesso errore è ripetuto da Jay Spaulding nella sua ottima erudita e documentata Introduction to Arcangelo Carradori’s Dictionary of 17th Century Kenzi Nubian (The Oldest Dictionary of an African Language). Occasional Paper of the Historisk Institutt, Universitetet i Bergen, Norway, online version [http://www.yourdictionary.com/elr/nubianintro.html ].

Il dizionario è stato pubblicato in microform in Svezia nel 1931: Arcangelo Carradori’s Ditionario della lingua italiana e nubiana. Uppsala, Sweden: A.B. Lundequistska Bokhandeln.

[Scheda redatta nel 2008 da Enzo G. Bargiacchi]

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