Charles-René-Alexis Renou

 

(VernantesMaine-et-LoireFrancia, 22.8.1812 – Kiangka, ai margini del Tibet, 18.10.1863)

 

Figlio di Charles Renou e di Justine Bigarré, poveri artigiani, Charles-René-Alexis nacque a Vernantes (Maine-et-LoireFrancia) il 22 agosto 1812. Ricevuti i primi insegnamenti di latino dal prete della sua parrocchia, proseguì i suoi studi nel collegio di Doué-la-Fontaine e successivamente nel piccolo seminario diCombrée e nel grande seminario di Angers. Il 14 settembre 1836 entrò a Parigi nel Séminaire des Missions Étrangères, ove completò la sua formazione e, nel 1837, ricevette l’ordinazione sacerdotale.

Diretto verso la missione cinese del Sichuan, Renou partì da Parigi il 15 maggio del 1838. Si dedicò subito con grande  impegno allo studio della lingua cinese e ben presto la padroneggiò adeguatamente sia nella forma scritta sia in quella parlata.

Fu subito apprezzato tanto che monsignor Verrolles (1805-1878),[1] voleva condurlo con sé in Manciuria, quando nel 1840, dopo dieci anni di impegno nelSichuan, lasciò quella missione per assumere l’incarico di Vicario apostolico della Manciuria; il nuovo vicario, Jacques-Léonard Pérocheau (1787-1861),[2] ritenne però che non poteva privarsi del contributo del promettente giovane missionario.

Il vicino ed inaccessibile Tibet cominciò subito ad attrarre l’attenzione di Renou, convinto della possibilità di una azione evangelizzatrice da parte di missionari ben preparati ed in possesso di adeguata conoscenza della lingua tibetana. Per questo riteneva che dovessero essere impegnate in quell’impresa dei religiosi privi di altre incombenze in Cina.[3]

Superando le resistenze del giustamente prudente superiore, Renou effettuò, fra il 1847 e il 1848, un primo viaggio dal Sichuan verso il Tibet, raggiunto solo nella sua estremità orientale, dalla quale fu espulso e spedito a Canton (Guangzhou).

Nel secondo viaggio, articolato fra il 1852 e il 1854, partendo da Canton, cercò il passaggio attraverso lo Yunnan; a metà marzo 1854 giunse sulla riva sinistra del fiume Mekong, lo attraversò e si spinse fin sulle rive del Saluen (Salween River in inglese), all’estremo confine orientale del Tibet, dove a  Bonga, stabilì una base missionaria. Durante quel viaggio il missionario francese, nelle vesti di mercante, si era trattenuto a lungo in un monastero tibetano e, sotto la guida di un lama esperto aveva potuto apprendere discretamente la lingua e la cultura tibetana.

Per oltre quindici anni, instancabile, Renou spese tutte le sue energie fisiche e spirituali per l’evangelizzazione del Tibet, fino alla morte, avvenuta il 18 ottobre 1863 a Kiangka, proprio ai margini del paese che tanto lo attirava.

Fra il XIX e il XX secolo le autorità vaticane dedicarono grande attenzione all’evangelizzazione del Tibet, tramite la francese Société des Missions Etrangères. Con breve del 27 marzo 1846 (Ex debito pastoralis), papa Gregorio XVI (1765-1846), precorrendo i tempi, aveva istituito il ‘Vicariato di Lhassa’, ma Pérocheau, conscio delle reali difficoltà, era molto riluttante a dar corso alla decisione. Rompendo gli indugi, con un breve del 4 aprile 1856, papa Pio IX (1792-1878) comandava al vescovo Eugène-Jean-Claude Desflèches (1814-1887)[4] di eleggere il ‘Vicario apostolico di Lhassa’. Desflèches era appena divenuto Vicario apostolico del Sichuan sud-orientale, in seguito ad un breve, emanato dallo stesso pontefice due giorni prima del precedente, con il quale il Vicariato del Sichuanveniva suddiviso in due vicariati. Desflèches incarica Jacques-Léon Thomine-Desmazures,[5] Vicario apostolico di Lhassa, e lo consacra vescovo il 3 maggio 1857.

Il fatto che tutto lo sforzo profuso nei confronti del Tibet risultasse privo di frutti sostanziali, non fu certo dovuto ad un mancato impegno, o ad una inadeguatezza dei missionari verso l’arduo compito. Anzi in vari casi, come sicuramente in Renou, all’estrema dedizione si accompagnavano notevoli doti intellettuali, ben dimostrate dalle opere di linguistica e di apologetica e dalle traduzioni dal cinese. Degno di nota il suo lavoro con la lingua tibetana, della quale avviò una grammatica e un dizionario.

Su Renou e sulla storia della missione del Tibet si veda:

Adrien LaunayHistoire de la Mission du Thibet, Société Saint Augustin / Desclée de Brouwer et C., Lille-Paris, 1903, 2 voll. (pp. VIII + 471 ; 440 [ristampa Missions Étrangères de Paris / Les Indes Savantes, Paris, 2001].



[1] Emmanuel-François-Joseph Verrolles (CaenFrancia, 12.4.1805 – Ing-tse, Cina, 23.4.1878), ordinato sacerdote il 31 maggio 1828 alla Société des Missions Etrangères, partì per la Cina il 4.11. 1830; fu nominato Vicario apostolico della Manciuria l’11 dicembre 1838 e contemporaneamente incaricato come vescovo di Columbica, poi ufficialmente ordinato l’8 novembre 1840 da Gioacchino Domenico Salvetti O.F.M. (29.1.1769-21.9.1843) [vescovo dal  21 febbraio 1815 (ordinato il 16.2.1817) e Vicario apostolico dello Shansi (Shanxi)]. Fra il 1845 e il 1847, accompagnato da Jacques-Léon Thomine-Desmazures (1804-1869), effettuò un lungo giro in Francia , allo scopo di propagandare e sostenere l’attività missionaria

Su di lui si veda Adrien LaunayMgr Verrolles et la mission de Manchourie, Téqui éditeur, Paris, 1895.

[2] Jacques-Léonard Pérocheau (Les Sables-d’OlonneVendéePays-de-la-Loire, 6.1.1787 – SichuanCina, 6.5.1861), ordinato sacerdote nel 1812, il 30.9.1817 fu nominato coadiutore  del Vicario apostolico del Sichuan e vescovo di Maxula. La consacrazione vescovile, avvenne a Parigi il 1° febbraio 1818 ad opera dell’arcivescovo di Toulouse, François de Bovet (21.3.1745 – 6.4.1838). Pérocheau partì dalla Francia il 22 febbraio 1818 e fu coadiutore di Louis Fontana(IvreaTorinoItalia [allora Regno (sabaudo di) Sardegna], 2.7.1780 – SichuanCina, 11.7.1838), Vicario, dal luglio 1817, della missione del Sichuan (vicariato istituito nel 1696). Alla morte di Fontana (11.7.1838), subentrò come Vicario apostolico del Sichuan, incarico che tenne fino alla morte, avvenuta il 6.5.1861.
In seguito al breve pontificio emanato il 2 aprile 1856 dal papa Pio IX, il Vicariato di Sichuan era stato diviso in due: Sichuan nord-occidentale e Sichuan sud-orientale; da quella data Pérocheau fu Vicario del Sichuan nord-occidentale, e, alla sua morte, fu sostituito dal coadiutore, Annet-Théophile Pinchon (7.1.1814 – 26.10.1891), vescovo dal 23.4.1859 (consacrato il 4.9.1859), il quale, a sua volta, mantenne la carica fino alla morte.

[3] «Si nous voulons travailler à la conversion des Thibétains avec quelque espoir de succès, il faut avant tout apprendre leur langue et composer dans leur style quelques ouvrages élémentaires sur les principaux points de la doctrine chrétienne. L’ignorance de leur langue est a mes yeux une des causes pour lesquelles, à Mou-pin et autres lieux, les indigènes sont restés dans leur superstitions. La plupart ignorent absolument le chinois, et ce qui le parlent n’en connaissent point les caractères et comprennent assez mal le langage ordinaire. Comment après cela leur faire entrer dans l’esprit les notions nécessaires sur la religion , si, préalablement on n’a pas appris leur langue ?

L’ignorance de la langue a un autre inconvénient pour le missionnaire. Il lui est impossible de bien connaitre la religion, d’approfondir les erreurs, les mœurs, les obstacle à l’Evangile, toutes notions nécessaires cependant si l’on veut parler avec fruit» [lettera di Renou al direttore del Seminario, 23.4.1849, riprodotta in Launay1903, I, p. 74].

 

[4]  Eugène-Jean-Claude-Joseph Desflèches (JonageRhône, Rhône-AlpesFrancia, 13.2.1814 - MontaubanTarn-et-GaronneMidi-PyrénéesFrancia, 7.11 1887). Nato a Jonage, nel dipartimento francese Rodano (regione Rodano-Alpi), fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1837 alla Société des Missions Etrangères diParigi. In Cina, nel 1842, fu incaricato vescovo di Sinitis e coadiutore del Vicario apostolico del Sichuan, Jacques-Léonard Pérocheau (1787-1861), che lo consacrò vescovo il 28 aprile 1844. In seguito al breve pontificio emanato il 2 aprile 1856 dal papa Pio IX, il Vicariato di Sichuan era stato diviso in due: Sichuan nord-occidentale e Sichuan sud-orientale; contestualmente Desflèches fu nominato Vicario apostolico del Sichuan sud-orientale (a Pérocheau rimase il Sichuan nord-occidentale). Il 20 febbraio 1883 Desflèches si dimise da Vicario del Sichuan orientale (ne rimase vicario emerito) e, dalla stessa data, divenne arcivescovo di Claudiopolis in Honoriade. Morì il 7 novembre 1887 a Montauban, dipartimento Tarn-et-Garonne della regione Mezzogiorno-Pirenei.

[5] Jacques-Léon Thomine-Desmazures (Caen 17.2.1804 – Mouen, dipartimento Calvados, regione Basse-Normandie, 25.1.1869), nato in una ricca famiglia, studiò nel gran seminario di Bayeux e fu ordinato sacerdote il 22.9.1927. Accompagnando Verrolles, Vicario apostolico della Manciuria nel giro svolto in Francia fra il 1845 e il 1847, allo scopo di propagandare e sostenere l’attività missionaria, ricevette lo stimolo per rivolgersi alla Société des Missions Etrangères, con estrema determinazione, forse rafforzata dalla morte del padre, avvenuta nel 1846; verso la fine del 1847 è già in partenza dalla FranciaThomine-Desmazures fu il primo inviato delle Missions Etrangères nominato Vicario apostolico del Tibet; non ottenne alcun risultato e, anche per ragioni di salute, si dimise dal suo incarico (dimissioni accolte il 28 agosto 1864).   

[Scheda redatta il 14.3.2009 da Enzo G. Bargiacchi]

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