Fausto Lasinio


(Firenze 1.12.1831 – ivi 27.10 1914) semitista.

Discendente da una nobile famiglia trevigiana, figlio dell’incisore Giovanni Paolo e di Enrichetta Spedolo, Fausto Lasinio nacque a Firenze e iniziò i suoi studi nel Collegio Cicognini di Prato e poi nelle Scuole Pie di Firenze. La sua decisiva formazione avvenne in una scuola privata fiorentina (1847-1855), sotto la guida dell’erudito ebreo Angelo Paggi, dove imparò ebraico, aramaico, siriaco, avviandosi anche allo studio dell’arabo. Per completare la formazione studiò il sanscrito e il copto con Giuseppe Bardelli (Castello di Brancialino, Pieve Santo Stefano, Arezzo, 1815 ‒ Castello di Vitiano, Arezzo, 2.10.1865) e apprese da solo il tedesco, necessario per seguire i più moderni studi linguistici in grande sviluppo in Europa.

Impiegato dal 1852 al 1855 presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze, poté dedicarsi ai manoscritti orientale e diventarne ben presto un grande esperto. Importanti in modo particolare i suoi studi sul Commento medio di Averroè alla Retorica, alla Poetica, alla Logica e alla Topica di Aristotele. Nel 1872 uscì, in due parti, Il commento medio di Averroè alla ‘Poetica’ di Aristotele per la prima volta pubblicato in arabo e in ebraico e recato in italiano da Fausto Lasinio (Parte prima: Il testo arabo con note e appendice, Pisa, 1872; Parte seconda: La versione ebraica di Todros Todrosi con note, in “Annali delle Università Toscane”, Scienze noologiche, 13, Pisa, 1872).

Insegnante di greco ed ebraico nell’Università di Siena (1858-1859), nel dicembre 1859 passò all’Istituto di Studi Superiori di Firenze (cattedra di lingue indo-germaniche), e ottenne, nel 1862, la cattedra di lingue semitiche, la prima in Italia, all’Università di Pisa; in questa città insegnò anche linguistica alla Scuola Normale . Nel 1873 rientrò all’Istituto di Studi Superiori di Firenze come docente di lingue semitiche comparate e di ebraico (quest’ultimo sostituito nel 1875 dall’arabo). Fra i suoi allievi l’ebraista David Leone Castelli (Livorno 30.12.1836 – Firenze 1901).

Lasinio svolse una notevole attività per lo sviluppo degli studi orientali in Italia. Nel 1871 costituì a Firenze la Società Italiana per gli Studi Orientali, prima organizzazione del settore in Italia. Insieme a Lasinio, vicepresidente, vi erano: l’etruscologo e assiriologo Felice Finzi (Correggio, Reggio Emilia, 1840 – Firenze 1872), il sinologo Carlo Puini (Livorno 29.5.1839 – Firenze 4.6.1924), l’arabista Celestino Schiaparelli (Savigliano, Cuneo, 1841 – Roma 1919), il sanscritista e linguista Emilio Teza (Venezia 1831 – Padova 1912); la presidenza era dell’arabista e senatore Michele Amari (Palermo, 7 luglio 1806Firenze, 16 luglio 1889).

L’Accademia Orientale, istituita per iniziativa di Angelo De Gubernatis (Torino 7.4.1840 – Roma 26.2.1913), presso l’Istituto di Studi Superiori di Firenze (sezione di filosofia e filologia), lo vide nel consiglio direttivo; fu anche membro del consiglio di redazione del “Bollettino Italiano degli Studii Orientali”, fondato e diretto da De Gubernatis. Sempre con quest’ultimo collaborò attivamente sia al IV Congresso internazionale degli orientalisti (Firenze, settembre 1878), che alla fondazione della Società Asiatica Italiana (1886), della quale fu il vicepresidente e, dal 1891 fino alla morte, il presidente e curatore del “Giornale della Società Asiatica Italiana”. Fu anche vicepresidente del comitato ordinatore del XII Congresso internazionale degli orientalisti (Roma, ottobre 1899).

Oltre a vari scritti degni di interesse, fra i quali alcuni dedicati alle influenze lessicali dell’Oriente sull’italiano, curò la catalogazione dei manoscritti italiani nelle biblioteche italiane e svolse una funzione importante nell’Accademia della Crusca (segretario dal 1890 a 1897).

Esistono due importanti ‘Fondo Lasinio’, uno presso la Biblioteca Apostolica Vaticana ed uno presso la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze (Fondo Fausto Lasinio).

Altri materiali sono contenuti a Firenze nel Fondo della Società Asiatica Italiana, e a Roma nell’Archivio Centrale dello Stato .

Carteggi ancora a Firenze (Accademia Toscana di Scienze e Lettere ‘La Colombaria’: lettere a Domenico Comparetti; Biblioteca Nazionale Centrale: lettere ad Angelo De Gubernatis), Palermo (Biblioteca Centrale della Regione Siciliana: lettere a Michele Amari), Roma (Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei: lettere a Graziadio Isaia Ascoli), Venezia (Biblioteca Marciana: lettere a Emilio Teza).


[Scheda redatta da Enzo G. Bargiacchi nel gennaio 2009]

 

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