Francisco de Azevedo S. J.Francisco de Azevedo S. J.


(Lisboa 1578 – Goa 12.8.1660)

Francisco de Azevedo, nato a Lisbona nel 1578,  Goa 12.8.1860) trascorse quasi tutta la sua vita in India, essendovisi recato già da bambino; nel 1597, a Goa, entrò nella Compagnia di Gesù.

Fu impegnato a Diu (1614) e Rachol (1620), visitatore di missioni in Africa sud-orientale, e, nel 1627 venne assegnato alla missione dell’Impero moghul.

Dopo l’invasione del regno di Guge da parte del Ladakh (1630), invasione, se non istigata, forse favorita proprio dai lama ai quali il re si opponeva, António de Andrade (1580-1634), provinciale di Goa gli affidò l’incarico di visitatore del Tibet.

Informato sugli ultimi eventi da Manoel Marques (1596-dopo il 1641), appena giunto ad Agra per provvedere ai rifornimenti necessari alla missione, e guidato dal veterano, esperto frequentatore di quei sentieri, de Azevedo partì da Agra il 28 giugno 1631, raggiunse Srinagar, capitale del Garhwal, da dove il 31 luglio si incamminò verso Tsaparang, giungendovi il 25 agosto 1631.

La città era retta da un governatore nominato dal re del Ladakh, tornato a Leh portandosi, come prigioniero, il vecchio re di Guge, e il clima era di evidente ostilità verso la missione. Ciò spinse il visitatore ad una mossa ardita: andare direttamente a trattare con il re nella capitale del Ladakh. Così, il 4 ottobre 1631, partì verso Leh, in compagnia di João de Oliveira, attraverso terre non ancora visitate da europei. Raggiunta, il 25 ottobre 1631, la capitale del Ladakh, i due missionari vi rimasero fino al 7 novembre 1631, quando, assolto il loro compito, avendo ottenuto il permesso per la prosecuzione della missione, il 7 novembre 1631, lasciarono Leh.

Il rientro avvenne per una diversa via, attraverso Lahul e Kulu (arrivo a Nagar, capitale di Kulu, il 26 novembre 1631), che li condusse ad Agra il 3 gennaio 1632.

De Azevedo, morto a Goa il 12 agosto 1660, lasciò una importante relazione in portoghese sul suo viaggio, un manoscritto non autografo, ma da lui firmato, che porta il destinatario (Padre António Freyre, procuratore delle missioni dell’India in Portogallo) come intestazione: Pera o Padre Antonio Freire, Procurador das Provincias da India da Comp. de Jesus em Portugal; conservata in ARSI (Goa 73, ff. 71-92, recto e verso), con il titolo Viaggio e missione nel Thibet del P. Francesco de Azevedo, è divisa in due parti: da Goa ad Agra (pp. 1-18) e da Agra a Leh e ritorno (pp. 19-44). Questo importante documento è stato ignorato per secoli, fino alla sua scoperta e pubblicazione da parte di Cornelis Wessels nel suo fondamentale libro sui primi visitatori del Tibet: C. Wessels, Early Jesuit Travellers in Central Asia. 1603-1721, Martinus Nijhoff, The Hague, 1924, pp. XVI + 344. De Azevedo è trattato alle pp. 94-119, e la seconda parte della sua relazione è riportata nell’originale portoghese alle pp. 281-313 (Appendix  I), con il titolo Azevedo’s Account of his Journey to Tibet. Second part (De Agra pera o Tibet). La relazione di de Azevedo fu poi pubblicata in traduzione italiana (non integrale) in Toscano 1951, pp. 223-255, e in Toscano 1977, pp. 356-399; e in traduzione francese, D’Agra au Tibet, in Didier 1996, pp. 141-209, Récit de Francisco de Azevedo (1631).

De Azevedo è il primo visitatore europeo accertato di Leh, anche se sembra che un mercante portoghese, Diogo d’Almeida, vi avesse soggiornato per due anni agli inizi del diciassettesimo secolo. Ignorando il viaggio dei missionari portoghesi e trascurando il passaggio, nel 1715, del gesuita italiano Ippolito Desideri (1684-1733), in compagnia del confratello portoghese Manoel Freyre (1679- ?), il grande esploratore inglese William Moorcroft (1767-1825), che fu in Ladakh fra il 1820 e il 1822, si ritenne il primo visitatore europeo di Leh.

 

[Scheda redatta il 18.3.2009 da Enzo G. Bargiacchi]

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