Pistoia – Profilo Storico

Pistoia, al limite settentrionale della pianura dell’Ombrone pistoiese, è città compresa fra l’Arno a Sud, il Monte Albano a Ovest e le pendici dell’Appennino a Nord-est. E’ oggi importante centro industriale e commerciale, vivo centro ortovivaistico, punto di incrocio di arterie stradali transappenniniche, capoluogo di provincia dal 1927.

Dell’antica Pistoria, nota alle fonti sin dai primi del II secolo a.C., oppidum sulla via Cassia, si conserva memoria in oggetti e lapidi rinvenuti in luogo. Lo storico Sallustio la cita a proposito della disfatta di Catilina, avvenuta nell’Ager pistoriensis nel 62 a.C, nel tentativo di fuggire con i suoi seguaci verso la Gallia. Esigue le notizie circa l’età imperiale, più vivaci quelle dell’epoca barbarica. Nel Medio Evo fu soggetta agli imperatori di Germania, finché alla morte della contessa Matilde (1115) si proclamò libero comune e fu di parte Ghibellina. Pur lottando con Firenze, Lucca e Prato, Pistoia prosperò nell’agricoltura e nei commerci. L’XI e XII secolo furono contraddistinti da un’importante crescita economica che contribuì a modificarne profondamente l’assetto, quello tipicamente romanico, che ancora oggi prevale su principali edifici della città. Pistoia raggiunge l’apice della sua fortuna; le sue case bancarie estendono i loro affari in Francia. Si termina allora la seconda cerchia di mura, munita di sessanta torri; viene modificato l’ordinamento comunale con l’istituzione del Capitano del Popolo, di nuovi consigli e del Podestà che argina il potere del Vescovo, il cui palazzo sorgeva accanto alla Cattedrale. Ma nello stesso secolo  Pistoia, stremata dalla guerra contro Firenze, provata da lotte interne, vide l’inizio della decadenza. Nel 1254 accetta dai fiorentini una dura pace e passa dalla parte guelfa; la discordia interna si acuisce, sino a sfociare in scontri armati (protagoniste le famiglie dei Panciatichi e Cancellieri), con la divisione dei cittadini in Bianche e Neri, della quale Firenze approfitta per imporre la sua ingerenza negli affari del Comune. Il XIII secolo, la cui ricchezza a livello economico è testimoniata dai prestigiosi edifici che ancora oggi connotano il centro cittadino, fu per la città  un periodo di grave e pesante crisi politica. Non valse a salvarla il buon governo di Giano Della Bella, podestà nel 1294. Nel 1295 Pistoia si inchinò a Firenze, perdendo l’indipendenza. Compressa tra le potenti Lucca e Firenze, più volte tentò la riscossa, ma invano. L’alleanza tra fiorentini e lucchesi procurò  a Pistoia una delle pagine più sanguinose e dolorose della sua storia: nel 1306, dopo undici mesi di assedio, la città è smantellata. Avuta la pace, i cittadini ricostruirono le mura in cerchia più vasta, preparandosi a una nuova difesa tanto che nel 1314 poté respingere un assedio di Uguccione della Faggiola, signore di Lucca; tuttavia, tradita da Filippo Tedici, qualche anno dopo fu costretta ad arrendersi a Castruccio Castracani, signore di Lucca ed esponente del ghibellinismo italiano.  Cacciato Castruccio, nel 1329, Pistoia entrò nell’orbita fiorentina, cedendo pare del suo territorio.

Nei secoli successivi, la città ebbe prosperità  economica ma non più grande rilievo politico, finché, nel 1530 perdette definitivamente la libertà. Fu sotto l’occupazione di Clemente VII per evitare l’occupazione degli imperiali; quando il papa costituì un principato per il nipote Alessandro de’ Medici, vi comprese Pistoia. La signoria dei granduchi medicei durò fino al 1737, anno fino al quale la città visse nella pace ed ebbe una prospera economia. Durante il dominio dei Lorena, intervallato da quello francese, Pistoia visse anni floridi ed ebbe un’intensa e significativa vita religiosa, caratterizzata dalla presenza del vescovo Scipione de Ricci che, sostenuto dal sovrano, intendeva introdurre sostanziali cambiamenti nei rapporti fra Stato e Chiesa. A lui si deve la convocazione del Sinodo, celebre per la tesi di riforma giansenista delle quali il clero pistoiese fu aperto sostenitore. Durante il dominio napoleonico la città fece parte del Dipartimento dell’Arno e dopo l’Unità, unita alla provincia di Firenze per divenire entità amministrativa autonoma soltanto nel 1927.

Federica Lucarelli e Mario Lucarelli (Taberna Libraria. Via della Rosa, 38. 51100 Pistoia)

Scarica in formato PDF

 

‘Hanno detto di Pistoia’ (citazioni di poeti e scrittori)