Gherardo Nerucci

(Pistoia 18.5.1828 – Montale, Pistoia, 30.12.1906)

letterato, filologo, linguista, scrittore di novelle e raccoglitore e studioso di cultura e tradizioni popolari. Suo padre Ferdinando, funzionario della dogana, discendeva da una famiglia possidente di Montale; sua madre, Elisabetta Niccolini, era nipote del drammaturgo Giovan Battista Niccolini (San Giuliano Terme, Pisa, 29.10.1782 – Firenze 20.9.1861).

A Pistoia, nel 1837, insieme al fratello Neruccio, fu allievo di Giuseppe Tigri (Pistoia 22.12.1806 – Pistoia 9.3.1882), e dal 1844 studiò diritto a Pisa, dove suo padre svolgeva il suo incarico lavorativo.  Infiammato da nobili ideali liberali e risorgimentali, combatté nel 1848 a Curtatone contro gli Austriaci nel battaglione dell’Università di Pisa (molti anni più tardi ne descrisse l’esperienza nei Ricordi storici del Battaglione Universitario Toscano alla Guerra d’Indipendenza del 1848, Giachetti, Prato) e, dopo la laurea in legge e una permanenza di alcuni anni a Roma, si trasferì a Firenze dal 1858; qui abbandonò l’avvocatura per dedicarsi alla sua attività di scrittore (critico teatrale, novelliere e linguista). Intrattenne stretti e amichevoli rapporti con l’insigne filologo e grecista Domenico Comparetti (Roma 1835 – Firenze 1927), conosciuto già negli anni romani, con il semitista Fausto Lasinio (Firenze 1831 – Firenze 1914), con lo storico della letteratura Alessandro D’Ancona (Pisa 1835 – Firenze1914), con il letterato e docente d’estetica Vittorio Imbriani (Napoli 1840 – Napoli 1866; figlio del politico e giurista Paolo Emilio Imbriani) e con lo scrittore e antropologo Giuseppe Pitrè (Palermo 1841 – Palermo 1916); con tutti loro era legato per il comune interesse filologico e culturale per le tradizioni popolari.

Abbandonato l’insegnamento nel 1873, la villa di Malcalo, presso Montale, dove abitava già dal 1862 (e dove rimarrà fino alla morte), divenne il suo buon ritiro, sempre più accentuato dopo la morte in tenera età dei suoi due figli.

Il nobile impegno patriottico di Nerucci fu sempre caratterizzato dal rifiuto della grettezza affaristica e provinciale (da segnalare, nel 1871, il matrimonio con la londinese Fanny Carolina Chambers) e da un impegno fattivo per il bene generale (fondò una “Lega per l’istruzione e l’educazione del popolo”), sempre ispirato da ideali di fratellanza universale; dal suo archivio, conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, risulta l’appartenenza alla “famiglia italiana” della “Massoneria Universale”, loggia “Ferruccio, di Rito simbolico Or. di Pistoia”, bacino di competenza “Valle d’Ombrone” (il 19.11.1877 sarà dichiarato “fr. Emerito”: lettera 20.11.1877, Archivio Nerucci, N.A. 885, X, a. 1877, f. 63), con i dichiarati principi di “Scienza, Libertà, Lavoro, Fratellanza, Solidarietà”.

Il rigore con cui si ispirò ai suddetti principi gli procurò molte avversioni, come il rifiuto della cattedra di greco nei licei fiorentini e l’allontanamento dalla cattedra occupata dal 1861 al 1867 presso il Ginnasio Forteguerri di Pistoia; qui, con 18 voti su 19, il Consiglio comunale gli favorì uno sconosciuto, o meglio – come afferma un giornale dell’epoca – uno «noto soltanto per le sue relazioni col partito conservatore» [l’articolo uscito su “La Riforma” dell’autunno 1887, è ripubblicato in Giacomo Bini, Gherardo Nerucci di Pistoja. Letterato e patriota, Brigata del Leoncino (Personaggi pistoiesi del’700 e ’800), Pistoia, 1999, pp.32: 26; la trattazione del caso si estende fra le pp. 25 e 30].

Nerucci è autore di un Saggio di uno studio sopra i vernacoli della Toscana (1865) e delle due raccolte, Sessanta novelle montalesi (1880) e Cincelle da bambini (1881).

Si occupò attivamente di alcuni personaggi pistoiesi come i missionari Arcangelo Carradori e Ippolito Desideri, contribuendo preziosamente alla loro riscoperta e valorizzazione. In particolare scoprì (1875) nella biblioteca di Filippo Rossi Cassigoli (Pistoia 23.8.1835 – Pistoia 18.5.1890) il manoscritto della Relazione di Ippolito Desideri (G. Nerucci, Intorno al Padre Ippolito Desiderj da Pistoia d.C.d.G., “La Rivista Europea”, a. VII, vol. III, fasc. II, 1° luglio 1876, pp. 289-294), poi studiato da Carlo Puini. Sull’argomento si veda E. G. Bargiacchi, La ‘Relazione’ di Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali, “Storia Locale”. Quaderni pistoiesi di cultura moderna e contemporanea (Edizione Gli Ori; Pistoia), (a. I), n. 2, dicembre 2003, pp. 4-103: 15-27.

È ricordato anche per la traduzione di opere del linguista e indianista tedesco, naturalizzato britannico, Max Müller (1823-1900), fra le quali Lectures on the Science of Language, 1861 (Letture sopra la Scienza del Linguaggio. Dette nel R. Istituto della Gran Bretagna nei mesi di Aprile, di Maggio e di Giugno dell’anno 1861, Daelli & Co., Milano, 1864), che erano state recensite da Domenico Comparetti sulla “Rivista italiana di scienze, lettere ed arti”, n. 109, 20.10.1862, pp. 1772-1775.

Su Gherardo Nerucci si vedano:

Giacomo Bini, Gherardo Nerucci di Pistoja. Letterato e patriota, Edizioni Brigata del Leoncino (Personaggi pistoiesi del ’700 e ’800, n. 7), Pistoia, 1999, pp. 32.

Vittorio Capponi, Bibliografia Pistoiese, Tipografia Rossetti, Pistoia, 1874, pp. XI + 352: 259-262.

Vittorio Capponi, Biografia Pistoiese o notizie della vita e delle opere dei Pistoiesi illustri nelle scienze, nelle lettere, nelle arti, per azioni virtuose, per la santità della vita ec. dai tempi più antichi fino a’ nostri giorni, Tipografia Rossetti, Pistoia, 1878, pp. (2) + 471: 452-453.

Roberto Fedi, Introduzione a Gherardo Nerucci, Sessanta novelle montalesi, a cura di Roberto Fedi, Rizzoli (Biblioteca Universale Rizzoli), Milano, novembre 1977, pp. LXI + 530: V-LI.

Gherardo Nerucci letterato, folklorista, patriota nella cultura toscana dell’Ottocento. Atti del Convegno di studi. Montale, 13-14 ottobre 2006, Gli Ori (Quaderni di storialocale), Pistoia, 2008, pp. 160.

Gherardo Nerucci, Corrispondenza politico-religiosa. Polemica del tempo che fu, a cura di Giacomo Bini, Gli Ori, Pistoia, 2006, pp. 184.

Francesco Rosso, Notizie biografiche di Gherardo Nerucci, Tip. M. Rossetti, Fossano (Cuneo), 1902, pp. 24.

Laura Santanni, Gherardo Nerucci e le Sessanta Novelle Popolari Montalesi, Gli Ori, Pistoia, 2006, pp. 167.

 

[Scheda redatta da Enzo G. Bargiacchi (revisione 6.4..2010)]

Scarica in formato PDF