Giuseppe Toscano

(Parma 19.9.1911 - There 6.7.2003)

Giuseppe Toscano nacque a Parma the 19 September 1911 of Theodore and Teresa Grossi. Frequent Parma the elementary school of the Salesians and the middle school. He decided early age to enter between the Xaverian Missionaries and from September 1924 began to study at the seminary in Vicenza, where he attended, until 1926, the senior secondary.

His novitiate was held in Parma, from 15 August 1926 to the 21 September 1927, and later in the same city he attended high school and studied theology in the diocesan seminary. The decision missionary is well expressed in the application for admission to the Novitiate: «[…] full of good will, determined if it is the Lord's will one day be your minister in the lands of the infidels […], I apply to enter […]»[1]. Early the interest for Tibet, Tibetan Buddhism and the writings of Ippolito Desideri, as is clear from his own : "I always wanted Tibet: from 1929 I have not experienced that for Tibet, I have not studied that for Tibet, I have not prayed for the Tibet» (Letter sent on 18.3.1947 to the Superior General Father John Gazza).

He was admitted to perpetual profession on 5.11.1932, and the 29.10.1933 he was conferred the priesthood. In September 1934 was appointed confessor to the Novitiate community St. Peter in Chains (Ravenna), and then return to Parma, in January 1936, as a teacher of literature in the Xaverian High School (di Italiano, Latin and Greek, from 1936 to the 1938, only by the Italian 1938-1939). Meanwhile, from 1938, he enrolled at the Faculty of Philosophy of the 'Catholic University of the Sacred Heart Milan, where, in 1942, she graduated with a thesis entitled "Conduct philosophy of Buddhism". In those years he also studied Art History.

After a period of crisis psychophysical, coinciding with the war years, spent in a retreat Emilian Apennines, returned to Parma, at the beginning of the school year 1945-1946, as a teacher of philosophy at Xaverian High School. In May 1945 met Joseph Tucci, which expressed the desire to study the Tibetan language to translate works written in that language by the Jesuit missionary Ippolito Desideri. The distinguished Tibetologist promised to support the purpose of Tuscan if they had first devoted to the history of the initial exploration of Tibet made by the Jesuit missionaries of the seventeenth century and favored the Xaverian all indications on sources to consult, essentially contained in the Historical Society of Jesus, the Roma (A.R.S.I.).

Assigned to the missions of China, set off the 25 February 1946 and, after a few months in the mission of Chengchow (Zhengzhou), he went to Beijing, where, from December 1946 to November 1948 studied Chinese at the School Chabanel, managed by Jesuits. Toscano also had the opportunity to conduct archival research at the National Library and enlist the help of some Tibetan lamas: "Arriving in Beijing I placed myself in contact with Tibetan and Mongolian lamas who lived in the monasteries of that city and the border with Mongolia»;[2] Così, in 1950, was able to complete the work required by Tucci, which "directly and through his illustrious disciple Prof. Luciano Petech, deigned to correct all, line by line, and dictate the preface. It was the first time he had completed the story of the first Catholic mission in Tibet ».[3] The book (G. Tuscan, The first Catholic mission in Tibet, Institute for Foreign Missions, Parma, 1951, pp. XXI + 320, with many tavv. and papers), concerning the Jesuit missionaries of Portuguese nationality, "Was printed in the Far East [Imprimerie de Nazareth, M.E.P., Hong Kong] at the expense of the Portuguese Government », for the interest of its Consul General in Hong Kong.[4]

While this second book was published by Toscano,[5] major events interested in China: the 1the October 1949 it was the first government of the Peoples Republic of China, chaired by Mao Tse-tung (Mao Zedong), after Beijing had long (January 1949) in the hands of People's Liberation Army and just before the final defeat inflicted in December of that same year, a Chengdu, army Chiang Kai-shek (Jiǎng Jieshi).

These events strongly influenced the fate of Toscano, which in May 1949 si rifugiò a Hong Kong, allora sotto il governo inglese, e iniziò i suoi studi di medicina. Dopo due anni, tuttavia, una serie di circostanze gli imposero di chiedere il rientro temporaneo in Italia per completare i suoi studi di medicina. Fu, invece, una partenza definitiva, in quanto il missionario non sarebbe più tornato in Asia. Un suo confratello così presenta quel ritorno e le sue conseguenze.

Con il ritorno in Italia, nel settembre 1951, s’infrangeva purtroppo il suo sogno, a lungo accarezzato: portare il Vangelo sul «Tetto del mondo» mettendosi sulle orme del D’Andrade, the Godinho, del De Azevedo, the Renou, the Krick and, soprattutto, del Desideri. Tuttavia il sogno d’andare in Tibet gli resterà dentro, per tutta la vita.[6]

Non avendo ottenuto l’autorizzazione per studiare a Roma – dove avrebbe potuto fruire dell’aiuto di Tucci for its long-awaited translations of the works of Tibetan Wish - Toscano attended the Faculty of Medicine of the 'University of Parma (1952-1954), graduating in June 1954, with honors, in medicine and surgery. He was sent for nearly two years Naples, as deputy director of the Institute of Dermatology, and the University of that city obtained the specialization in dermatology. He returned to Parma in August 1956, would have had to start as a missionary, but was prevented because he fell ill with pericarditis.

Having recovered completely, obtained the assignment, maintained until 1988, director of the Museum of Chinese art and Ethnographic Museum of the Institute Xaverian Parma. Subject to limited exceptions, Toscano remained in Parma until 1968 and published: Christian thinking in art (1960, in three volumes), Pensiero buddista e pensiero cristiano (1962), Museo d’arte cinese di Parma (1965).

Durante il decennio 1968-1978 fu a Varese impegnato in una ricerca “scientifica”, without outcome, su un farmaco che avrebbe dovuto curare il tumore della pelle. Miglior esito ebbe la sua produzione libraria; in quegli anni pubblicò: Itinerario dell’uomo a Dio (1970), Nuovi studi sul Correggio (1974), Discovering Tibet (1977, seconda edizione de The first Catholic mission in Tibet), La Santa Sindone e la scienza medica (1978), Santa Messa e Redenzione (1978). Sul tema de “La Santa Sindone vista dalla medicina” tenne in vari luoghi, in 1978, un gran numero di conferenze.

Finalmente nel giugno 1978, toscano lascia Varese per la nuova destinazione toscana di Montecatini and, until 1988, si dedicherà prevalentemente alle traduzioni di Desideri dal tibetano. Una lettera inviatagli il 1the December 1978 dal vicario generale, padre Robert S. Maloney, esplicita chiaramente l’impegno di Toscano:

From 15 December 1978 lei entrerà a far parte della comunità saveriana della Casa di Montecatini (Massa e Cozzile), che è alle dipendenze dirette della Direzione Generale Saveriana. Pur continuando a far parte della comunità di Montecatini, lei è autorizzato dalla Direzione Generale a risiedere per il periodo di 90 days, cioè dal 6 January 1979 fino alla Pasqua 1979, nella Casa Saveriana di Roma, Viale Vaticano 90, per poter incontrare liberamente il lama tibetano che la dovrà assistere nel condurre a termine la sua fatica letteraria.[7]

Il saveriano aveva incontrato a Rome un lama che insegnava tibetano e che lo aiutò «nella correzione della traduzione e nell’ultima stesura della prima opera – il T’o-rans [L'Aurora] – del Desideri, la quale scritta in poesia rappresentava un mucchio di difficoltà per chi, come padre Giuseppe, non possedeva la lingua tibetana».[8]

In 1978 il gesuita belga Edmonde Lamalle (1900-1989), ottimo direttore dell’Archivio Romano della Compagnia di Gesù (A.R.S.I.), scoprì dei testi tibetani contenuti nella sezione sino-giapponese e li mostrò a padre Toscano, il quale li riconobbe come opera di Desideri. L’importante scoperta fu annunciata dal saveriano in una intervista su “La Gazzetta di Parma"The 20 April 1979.[9] Nella “Introduzione al secondo volume delle Tibetan works of Ippolito Desideri S.J.,[10] Toscano afferma:

Nel febbraio del 1978 ebbi la gradita sorpresa di scoprire nell’Archivio Romano della Compagnia di Gesù (ARSI) tre opere del Desideri: una in lingua italiana, una in caratteri tibetani maiuscoli [dbu can] e una in caratteri tibetani corsivi [dbu med]. L’opera in italiano comprendeva i primi sette capitoli del T’o rans (L'Aurora) già divisi in versi e pronti per la traduzione in lingua tibetana. L’opera in caratteri tibetani maiuscoli [has the title] «Qui è contenuta l’essenza della dottrina cristiana». […] La terza opera da me scoperta, scritta in caratteri tibetani corsivi, contiene l’«Abbozzo di varie opere» […].[11]

Per portare avanti il suo lavoro, padre Toscano si stabilì a Ostia (Rome), ove risiedeva il lama tibetano dl cui aiuto si avvaleva per le traduzioni, e vi rimase fino al giugno 1988. Un periodo di lavoro molto intenso, come si evince da una lettera inviata dal traduttore, the 17 June 1981, ancora al vicario generale, padre Maloney:

Ho dato a padre Luca la prima opera già stampata: sono le bozze e vi manca il testo tibetano che è in stampa. Ho già presentato anche il secondo volume. Il professor Tucci me lo ha corretto due volte: dovrebbe essere pronto, vale a dire stampato, per la fine dell’anno. Altri due volumi sono a buon punto, e potrebbero essere stampati nel 1982 […]. Lei, Father, deve venire a vedere la mole di lavoro, non solo i miei manoscritti, ma i dattiloscritti, le bozze, le difficoltà per leggere i fogli scritti dal Desideri con più di cento righe in corsivo e, in parte, in stenografia […].[12]

Gli anni Ottanta saranno caratterizzati dalla pubblicazione dei quattro volumi delle Opere tibetane di Desideri e di importanti scritti (articoli e voci di enciclopedie) sempre relativi al missionario pistoiese. Toscano partecipò, insieme a Petech, alla giornata celebrativa svoltasi a Pistoia in December 1984, in occasione del terzo centenario della nascita di Desideri, presentando una relazione dal titolo “Le opere tibetane di Ippolito Desideri”, pubblicata l’anno successivo sul bimestrale “Malacoda”. Per tutti gli scritti riferiti a Desideri, o comunque al Tibet e al Buddhism, si rinvia alla specifica bibliografia riportata in chiusura di questa scheda biografica.

Da un religioso dedicato all’opera di Desideri, mente lucida e aperta alla comprensione e al dialogo e precursore dell’in­contro fra cristianesimo e buddhismo, sarebbe stato naturale attendersi un analogo atteggiamento, magari con qualche minore cautela rispetto a quelle necessarie tre secoli fa; ma se ci rivolgiamo ad una monografia pubblicata nel 1962 da Toscano sul tema, Pensiero buddista e pensiero cristiano, troviamo invece un’opera, non solo mal scritta e di scarsa consistenza filosofica, ma anche così lontana dallo spirito del dialogo, da vedere «nel Buddismo il più formidabile nemico del Cristianesimo, forse l’ultimo nemico del Cristianesimo». Nella stessa pagina della precedente citazione, in esergo, una ‘perla’ firmata dallo stesso saveriano: «Il Comunista è un malato di cuore, ma il Buddista è un malato di mente».[13]

L’interesse all’opera di Desideri da parte di Toscano, non era né quella dello studioso, né quella di chi è aperto ad un dialogo costruttivo, ma di chi vuole combattere un nemico. Questo atteggiamento fazioso ha inficiato gran parte del suo lavoro, che comunque ha avuto il merito di far uscire dal buio degli archivi importanti manoscritti e di proporre una sintesi descrittiva e riepilogativa del ragionamento in essi contenuto.

Fra le pubblicazioni diverse di Toscano fra il 1980 and the 1990 si ricordano: Santa Messa e corpo mistico (1980), Santa Messa e Santificazione (1981), Arte e cultura cinese (1984), La vita e la missione della Madonna nell’arte (1989-1990, in quattro volumi).

Nel luglio del 1988 padre Toscano faceva definitivamente ritorno in comunità, presso la Casa Madre, perché già minato dal diabete dall’Alzheimer. Fu l’ultima tappa, certamente difficile da gestire, della sua lunga vita. Egli, infatti, afflitto da broncopolmonite, dava l’addio alla vita […] nella tarda mattina del 6 July 2003, all’età di 92 years.[14]



[1] Letter sent on 16.7.1926 al superiore generale, beato Guido Maria Conforti. Brano pubblicato nel “Profilo biografico” di Toscano, scritto dal padre D. Calarco, citato alla nota 6.

[2] G. Tuscan, Come nacque un volume sul Tibet ad opera di un parmigiano, “Parma per l’arte”. Rivista quadrimestrale d’arte e cultura, a. VII, fasc. I, January to April 1957, pp.13-17 (sunto di padre Luigi Ag. Grazzi del libro di Toscano, alle pp.18-19): 14.

[3] Ivi, p. 16.

[4] Ivi, p. 17. Questo libro ha avuto una seconda edizione riveduta e ampliata, con titolo diverso: G. Tuscan, Discovering Tibet. Relations of the missionaries of the century. XVII, Editrice Italian Missionary (Biblioteca Scientifica/4.), Bologna, 1977, pp. 499 + 24 tavv. f.t.

[5] Toscano aveva già pubblicato Tra i cacciatori di teste. Vita di don Angelo Rouby,missionario Salesiano, Istituto Saveriano Missioni Estere, Parma, 1947, pp. 158.

[6] Domenico Calarco S.X., P. Giuseppe Toscano, “Profili biografici saveriani”, 4/2003 (finito di stampare 25.2.2004), pp. 28: 13.

[7] Brano pubblicato nel “Profilo biografico” di Toscano, scritto dal padre D. Calarco, citato alla nota precedente.

[8] D. Calarco, On. cit. alla nota 5, p.18.

[9] Tre manoscritti di eccezionale valore scoperti da padre Giuseppe Toscano, “Gazzetta di Parma”, 20.4.1979, p. 4 (Cronaca della città) [«Erano nell’archivio dei gesuiti a Roma. Risalgono al 700 e sono di padre Ippolito Desideri, considerato il più grande tibetanologo di tutti i tempi». Intervista a padre Toscano].

Lo stesso quotidiano ritornò sull’argomento l’anno successivo: Testimonianze storiche di grande interesse scoperte dal saveriano padre Toscano a Roma (Opere del 1600 rinvenute nell’Archivio generale dei gesuiti), “Gazzetta di Parma”, 9.9.1980, p. 6 (Cronaca della città) [«Si tratta di testi, in tibetano, risalenti al 1600. L’autore è padre Desideri, gesuita, missionario in Tibet». Intervista a padre Toscano, con riprodotti due frammenti poetici desideriani tradotti dallo stesso padre saveriano].

[10] Tibetan works of Ippolito Desideri S.J. Introduction, traduzione e note di Giuseppe Toscano S.X., IsMEO, Rome, 1981-1989 (4 fully.). Quattro volumi sono stati pubblicati con il testo tibetano e la traduzione italiana: Flight. I, Il “T’o-raṅs” (L'Aurora), 1981; Flight. II, Lo “Sñiṅ-po” (Essence of Christian Doctrine), 1982; flight. III, Il “Byuṅ k’uṅs” (The origin of living beings and of all things), 1984; Flight. IV, Il “Ṅes legs” (The supreme good and ultimate end), 1989. Un quinto volume, Skye ba sṅa ma (The transmigration of souls), che doveva comporsi di due tomi, è ancora inedito [la bozza della traduzione di Toscano si trova presso l’IsIAO (Already IsMEO) allo stato di dattiloscritto].In seguito ci riferiremo a questi volumi con l’abbreviazione On. tib., seguita dal numero rispettivo (I-V).

[11] On. tib. II, pp. 43-44.

[12] Brano pubblicato nel “Profilo biografico” di Toscano, scritto dal padre D. Calarco, citato alla nota 6.

[13] G. Tuscan, Pensiero buddista e pensiero cristiano, numero monografico di “Fede e Civiltà” (Parma, Istituto Saveriano Missioni Estere), a. 60, n. 8, October 1962, pp. 641-741: 736. Questa pubblicazione è lo sviluppo della sua tesi di laurea Svolgimento filosofico del buddismo. È giusto rilevare che la rivista dei saveriani, abbandonato il fascisteggiante titolo precedente è divenuta “Missione oggi” (Annuncio-Dialogo-Liberazione), con una nobile posizione per la pace, la giustizia e il dialogo.

[14] D. Calarco, On. cit. alla nota 6, p. 27.

 

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