Stanislao Malpichi S. J.Stanislao Malpichi S. J.


Stanislao Malpichi, nacque a Catanzaro, allora Regno di Napoli, nel 1600. Appena arrivato ad Agra, nel gennaio 1637, fu inviato a Srinagar, capitale del Garhwal per sostituire Alano dos Anjos.[1]

Rispondendo, seppur riluttante, alla richiesta del generale della Compagnia, Muzio Vitelleschi (Roma 2.12.1563 – Roma 9.2.1645, il nuovo provinciale di Goa, Manoel d’Almeida (1580-1646), succeduto all’appena deceduto Álvaro Tavares (1575-1637), mise in cantiere un ultimo tentativo per riaprire la missione del Tibet, fondata a Tsaparang (capitale dell’ex regno di Guge, nel Tibet occidentale) da António de Andrade. Inviò, nel 1640, tre missionari a Srinagar, nel Garhwal, guidati da Manoel Marques [2]. I tre rimasero in sede e il superiore di quella missione, Stanislao Malpichi, nell’estate 1640, partì in ricognizione con il veterano Marques. I due missionari, appena entrati in Tibet, furono arrestati; riuscirono a fuggire, ma Marques venne ripreso e Malpichi rientrò da solo a Srinagar.

Malpichi rimase fino al 1644 nel Garhwal e fu molto amico del rajah locale.  Successivamente si alternò fra Goa e Agra, dove fu anche tutore di Dara Shikoh (20.3.1615 – 30.8.1659), figlio maggiore di Shah Jahan (5.1.1592 – 22.1.1966), imperatore moghul dal 1628 al 1658, e di sua moglie Mumtaz Mahal (1593 -17.6.1631), per la quale fu edificato, ad Agra, il Taj Mahal. Nel 1662 assunse la massima carica della provincia missionaria di Goa.

 


[1] Alano dos Anjos è il nome portoghese adottato in India dal francese Alain de la Beauchaire (Pont-à-Mousson, Lorraine, Francia, 1592 – Srinagar, Garhwal, 1636); entrato nel 1607 nella C. d. G., partì per l’India nel 1622.

Fu inviato a Tsaparang, capitale del regno di Guge, nel Tibet occidentale, dove il padre António de Andrade (1580-1634), aveva appena stabilita una nuova missione. Vi arrivò nell’aprile 1626, insieme ai padri Francisco Godinho (1596-1662), ripartito l’anno successivo) e João de Oliveira (1595-dopo il 1641), accompagnati da Manoel Marques (1596-dopo il 1641), il quale rientrò subito in India.

Rimase in Tibet circa due anni; vi ritornò poi una seconda volta per rimanervi fino al 1635. Rientrato ad Agra, si portò di nuovo, nel 1636, a Srinagar, nel Garhwal, dove morì poco dopo arrivato.

[2] Manoel Marques, nato nel 1596 ed entrato nella Compagnia di Gesù nel 1618. Fu il compagno di viaggio di António de Andrade in Tibet (Tsaparang, capitale del regno di Guge), prima traversata della catena himalayana da parte di europei, rimanendovi dall’agosto al settembre 1624, e ritornandovi varie volte. Fu in Tibet: dall’aprile alla fine del 1626, dopo avervi condotto i padri João de Oliveira, Francisco Godinho e Alano dos Anjos (Alain de la Beauchaire); dal settembre al novembre 1627, dopo aver condotto il padre António Pereira; in vari periodi successivi, guidandovi tra gli altri il padre Francisco de Azevedo, nel 1627, fino a condurvi il padre Nuño Coresma, alla guida della sfortunata spedizione giunta a Tsaparang nel luglio 1635, che nell’autunno dello stesso anno fu costretta ad abbandonare la missione. L’epilogo fu, per Marques, ancora più tragico. Nell’ultimo tentativo di restaurare la missione del Tibet, su pressione del Generale della Compagnia, accompagnò tre padri da Agra a Srinagar nel Garhwal, e da lì partì, nell’estate del 1640, con il padre Stanislao Malpichi, superiore di quella missione. Furono arrestati appena entrati in Tibet; riuscirono a fuggire, ma Marques fu ripreso e nel 1641 risulta ancora prigioniero a Tsaparang, dopo di che se ne perdono le tracce.

[Scheda redatta il 20.3.2009 da Enzo G. Bargiacchi]

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