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Per circa due secoli Desideri è stato conosciuto solo per una lettera privata inviata al confratello Ildebrando Grassi, pubblicata nel 1722 in traduzione francese nelle Lettres édifiantes et curieuses, famosa raccolta di lettere scritte dai gesuiti dalle varie sedi di missione, raccolta continuamente ristampata e tradotta in varie lingue nel corso del XVIII e del XIX secolo. Alcune idee erano tuttavia in qualche modo filtrate da coloro che avevano avuto modo di incontrare direttamente il missionario, pur non avendo gli strumenti per elaborarle e riferirle compiutamente.

Il voluminoso, profondo e brillante resoconto desideriano fu caratterizzato da vicende intricate e avventurose, trattate in uno specifico lavoro [E.G. BARGIACCHI, 地域の歴史や国際情勢の間Ippolitoデシデーリの 'レポート', "地域の歴史", (A. 私), N. 2, 12月. 2003, PP. 4-103)]. Le prime notizie del manoscritto, scoperto da Gherardo Nerucci nella collezione del pistoiese Filippo ロッシCassigoli, furono fornite da Carlo Puini in un articolo uscito nel 1876 sul “Bollettino italiano degli studii orientali”. Le notizie di Puini trovarono ampia risonanza in Gran Bretagna e nelle riviste geografiche francesi e tedesche. Molti anni dopo lo stesso Puini pubblicò vari brani della relazione frammentandola al servizio di una sua monografia dal titolo チベット (地理, 歴史, 宗教, 道徳) Pの航海の報告書によると. Ippolitoデシデーリ (1715-1721), イタリアジオグラフィック協会, ローマ 1904. Una maggiore conoscenza internazionale derivò dalla traduzione inglese, quasi integrale, curata da Filippo デ·フィリッピ [チベットのアカウント. ピストイアのIppolitoデシデーリの旅, S.J., 1712-1727, edited by F. デ·フィリッピ, ラウトレッジ, ロンドン 1932 (2nd edn 1937)]. Solo fra il 1954 と 1956 uscì, in tre tomi, la versione integrale, nell’originale italiano, per la cura magistrale di Luciano Petech. I tre tomi (Parti V, VI e VII, rispettivamente 1954, 1955, 1956) erano la parte finale di un’opera in sette tomi, dal titolo チベットとネパールのイタリア人宣教師 (abbreviata in Mitn), 州立図書館, ローマ, 1952-1956 (nell’insieme vol. "新しいラムージオ"の第II, collana a cura dell’IsMEO).
Purtroppo questa edizione non ha finora avuto una traduzione in inglese; ma a ciò sta provvedendo uno studioso statunitense, マイケル スウィート, con una versione integrale in edizione critica che completerà le annotazioni di Petech con le nuove conoscenze derivate dagli studi di questo ultimo mezzo secolo.

Dalle considerazioni finali della sua 関係, il gesuita pistoiese estrasse un piccolo documento autonomo, una sorta di prontuario con consigli e avvertenze per i suoi successori. Questo manualetto, chiamato poi da Petech 宣教師マニュアル, fu pubblicato per primo da Angelo Gubernatis, で 1876, con il titolo チベットにおける宣教師の父親への指示, e successivamente, で 1928 da Luigi Foscolo 恵まれた (あまり知られていないPを書いた. ピストイアのIppolitoデシデーリ), e nel 1956 da Petech.

Desideri fu capace di scrivere cinque importanti opere in lingua tibetana. Quattro di queste sono state pubblicate, con traduzione italiana fra il 1981 と 1989 (IppolitoデシデーリS.Jのチベットの作品., a cura di Giuseppe トスカーナ S.X., IsMEO, ローマ, 1981, 1982, 1984, 1989). Ancora inedito il volume più consistente che si può ritenere uno splendido commento interpretativo delle concezioni della scuola dei Mādhyamika; トゥッチ lo definiva «un volume poderoso scritto in lingua tibetana irreprensibile» e si proponeva di pubblicarlo «per giusto omaggio al grande italiano e per lumeggiare con così unico monumento l’incontro delle teologia buddhistica e della cristiana».

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