Desideri. Opere e Bibliografia

Una completa rassegna delle opere desideriane (dai manoscritti alle pubblicazioni), con una vastissima bibliografia ragionata, munita di ampia antologia (E.G. BARGIACCHI, Ippolito Desideri S.J. Opere e Bibliografia), è stata pubblicata nel marzo 2007 dall’Istituto Storico della Compagnia di Gesù (I.H.S.I.: Institutum Historicum Societatis Iesu) nella collana “Subsidia ad Historiam S.I.”.

Questa opera si compone di due parti. La prima analizza le opere, dai manoscritti alle pubblicazioni, con un esame minuzioso, filologicamente rigoroso ed esaustivo delle varie stesure dei manoscritti e delle edizioni a stampa da questi derivati; sono inoltre trattati tutti i documenti di Desideri, o comunque a lui riferiti, conservati negli archivi storici, soprattutto della C.d.G. e di “Propaganda Fide”, con puntuale indicazione di quelli inediti. La seconda parte riporta una amplissima rassegna bibliografica di tutte le monografie o articoli che fanno comunque riferimento a Desideri.

L’esame, sempre condotto sulle fonti originali, conduce a una segnalazione bibliografica completa di ogni elemento. La descrizione bibliografica è accompagnata dall’indicazione delle pagine dove è citato il missionario; molto spesso c’è una breve trattazione dell’opera in esame ed inoltre sono riportate con grande ampiezza, tutte le citazioni più significative. Si può dire che questa opera raccolga tutto ciò che di rilevante è stato scritto su Desideri. Oltre le indicazioni bibliografiche relative ad una grande mole di scritti di ogni ambito disciplinare, è possibile trovarvi una notevole messe di dati biografici sui vari autori e sui personaggi comunque trattati.

La bibliografia segue un rigoroso tracciato cronologico, utilissimo per seguire la vicenda storicamente, ma è dotata di un poderoso apparato di indici: per gli autori (o le persone comunque trattate, graficamente distinte), per i periodici, per le istituzioni e, anche, per i titoli delle opere principali, riferite a Desideri, e per quelle di carattere generale (enciclopedie, dizionari, storie generali o settoriali, bibliografie, ecc.).

La bibliografia desideriana, già annunciata su “Religioni e Società”, nell’Editoriale del suo direttore Arnaldo Nesti [a. XXI, n. 56, settembre-dicembre 2006 (Forme e volti del buddismo contemporaneo), pp. 3-6: 5-6], può essere richiesta (prezzo € 30,00) all’I.H.S.I. (Istituto Storico della Compagnia di Gesù, Borgo Santo Spirito 8, 00193 Roma – tel. +39 06 68977466 oppure +39 06 68977462 – email: ihsiroma@sjcuria.org ). Può essere richiesta anche alle librerie: Libri dall’Asia, Studio bibliografico di Mario Rossello (Via Nazario Sauro 21 – 43100 Parma – tel. e fax +39 0521 221329; e-mail: mrossell@tin.it); Taberna Libraria di Federica Lucarelli (via della Rosa, 38 – 51100 Pistoia – tel. +39 0573 994562, fax +39 0573 307270 – e-mail: info@tabernalibraria.com).

È stata recensita da: Cesare Sartori (Esce la bibliografia ragionata su Desideri. Un lavoro di anni di Gualtiero Bargiacchi,La Nazione”, 11.5.2007), Francesco Surdich (“Geostorie”, gennaio-aprile 2007, p. 91), Leonardo Rombai (“Rivista Geografica Italiana”, dicembre 2007, pp. 666-667), Giorgio Petracchi (“Storia Locale”, dicembre 2007, pp. 108-111), Erberto Lo Bue (“The Tibet Journal“, Spring 2007, pp. 98-99), Robert Danieluk (“East and West“, December 2007, pp. 422-424), Riccardo Eleuti (“Bollettino della Società Geografica Italiana”, aprile-giugno 2008, p. 541), Renzo Nelli (“Archivio Storico Italiano“, luglio-settembre 2008, pp. 607-608), Francisco Tiso (“Buddhist-Christian Studies“, 2008, pp. 166-168), Trent Pomplun (“Journal of the American Academy of Religion“, March 2009, pp. 154-156). Recensione non firmata su “Archivo Teológico Granadino“. Revista y órgano de difusión de las investigaciones del Centro de Estudios Postridentinos (Facultad de Teologia de Granada), 71, 2008, p. 248. Segnalazioni su “Il Tremisse Pistoiese” [Periodico Quadrimestrale della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A., a. XXXII, n. 1-2 (92-93), gennaio-agosto 2007, p. 62, Con Gualtiero Bargiacchi sulle tracce di padre Ippolito], “Archivum Historicum Societatis Iesu” [a. LXXII, fasc. 153, January-June 2008, p. 220; a. LXXII, fasc. 154, July-December 2008 (Paul Begheyn), p. 428].

La presentazione, effettuata mercoledì 2 luglio 2008, alle ore 17, presso l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO, via Aldrovandi 16A, 00197 Roma) da Francesco D’Arelli, direttore della biblioteca dell’IsIAO, e da Robert Danieluk S.J., responsabile dell’Archivio storico della C.d.G. (A.R.S.I.), prevedeva l’introduzione dei presidenti della S.G.I. (Franco Salvatori) e dell’IsIAO (Gherardo Gnoli), ma quest’ultimo, assente per motivi di salute, fu sostituito da Fabio Scialpi. Notizia della presentazione su “La Nazione” di mercoledì 25.6.2008, p. IX/ Agenda Pistoia (Bargiacchi porta Desideri in Usa).
Riportiamo qui alcune valutazioni sulla bibliografia.

    Enzo Gualtiero Bargiacchi, che ha già dedicato numerosi studi all’attività ed alle opere di Ippolito Desideri, il missionario gesuita pistoiese che all’inizio del Settecento dette un contributo rilevante alla conoscenza del territorio tibetano, ma soprattutto alla comprensione della sua cultura e della sua civiltà, con particolare riguardo alla lingua e alla storia e alle concezioni religiose del buddismo, ci propone ora un utile quanto accurato repertorio bibliografico con una prima parte dedicata alla segnalazione dei manoscritti e delle edizioni integrali e/o parziali delle opere del Desideri […]; ed una seconda, naturalmente molto più ampia, sezione comprendente una bibliografia ragionata, presentata in ordine cronologico, con un’antologia dei commenti. L’utilizzazione di tutte queste indicazioni è resa agevole dagli indici analitici posti nell’ultima parte, relativi agli accessi per autore, ai periodici, alle istituzioni ed alle opere di carattere generale (bibliografie, dizionari, enciclopedie, storie, ecc.): uno strumento di lavoro quindi indispensabile per tutti quanti possano essere interessati a sviluppare e ad approfondire le più svariate tematiche connesse con la penetrazione europea (non solo di carattere religioso) in Asia ed i suoi riflessi e la mentalità del nostro continente [F. Surdich, “Geostorie”, gennaio-aprile 2007, p. 91].

    [L’opera] si qualifica come uno strumento prezioso per i ricercatori di storia delle esplorazioni e dei viaggi e per gli studiosi del Tibet e più in generale dell’Asia centrale tra India e Cina, Himalaya e Karakorum [L. Rombai, “Rivista Geografica Italiana“, dicembre 2007, pp. 666-667].

    In this volume, the 15th in the series Subsidia ad Historiam Societatis Iesu, Enzo Gualtiero Bargiacchi affords us not only the first complete bibliography of the works by his fellow townsman, the Jesuit Father Ippolito Desideri (1684-1733) from Pistoia, but also an extensive annotated bibliography of the sources dealing with that remarkable figure of missionary and scholar, who may be regarded as the founder of tibetological studies.
The bibliography is the result of ten years of work that the author — sometimes with the help of foreign colleagues — has carried out on original sources, always verified and examined critically, in libraries and archives scattered in Italy, Germany and United States of America. Ippolito Desideri’s importance in the field of Tibetan studies was hardly acknowledged during his lifetime — partially also because of the Society of Jesus’s vicissitudes during the 18th century — and even later, until the publication of parts V-VII of Luciano Petech’s I missionari italiani nel Tibet e nel Nepal: Ippolito Desideri S. I. (La Libreria dello Stato, Roma,1954-1956). On Desideri, who has been the object of Bargiacchi’s exclusive interest for a number of years, the author has published an essay in Italian, “La Relazione di Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali”, in Storia locale. Quaderni pistoiesi di cultura moderna e contemporanea, 2 (2003), which has been reviewed in East and West (55, 1-4, 2005, pp. 507-508).
Bargiacchi’s volume is divided into two parts preceded by a foreword (p. vii). The first part, dealing with Desideri’s manuscripts and publications, examines in detail the various drafts of the former as well as their printed editions. The author deals also with all the texts, either written by or related to Desideri, which are kept in archives, especially of the Society of Jesus and of the Sacred Congregation de Propaganda Fide, indicating even the unpublished ones. It is divided in three sections: Italian works, Tibetan works and works in other languages (Portuguese, Latin and Tamil). The first section includes Desideri’s famous Relazione (“account” of Tibet, pp. 1-4), Manuale missionario (“missionary handbook”, p. 5), Difese (apologetic writings related the his mission in Tibet, pp. 5-10), letters (pp. 11-18) and Tibetan works (pp. 19-20).
Part two is preceded by a foreword (pp. 21-22) and includes an annotated bibliography of all works from 1722 to 2006 that, whichever their branch of learning, deal with or mention the Italian Jesuit in a significant way (pp. 23-214). That is followed by four indexes (pp. 215-302)
Entries are arranged chronologically, a choice made by the author in order to allow researchers to follow the historical progress of both Desideri’s own production and of the literature relevant to him. This arrangement is supported by a heavy apparatus of the indexes, respectively of authors, editors and translators, of periodicals, of institutions and of works of a general character (including bibliographies, dictionaries and encyclopædias), allowing the researcher to refer to the individual entries.
Each entry is accompanied by the indication of the pages where Desideri is mentioned and, in many cases, by a summary of the work taken into consideration as well as by several significant quotations. Also minor writings, such reviews and mentions otherwise difficult to trace, are listed and commented up, always showing the author’s ability to seize not only the essential message of a book, but also the structure of the argument in an article. Furthermore, the reader will find a remarkable amount of biographical data on the authors and on the other figures mentioned in the volume.
This book represents a solid piece of bibliographical work, as complete and documented as a scholar may desire, the first step in the direction of a biography of Ippolito Desideri, on which Bargiacchi is working at present. It represents a useful tool to investigate not only an exemplary figure of missionary and scholar, but also the history of the European exploration of Tibet as well as its social and political history in the 18th century. The author is presently updating his work with the intention of putting it on a website especially devoted to Ippolito Desideri.
This book represents a solid piece of bibliographical work, as complete and documented as a scholar may desire, the first step in the direction of a biography of Ippolito Desideri, on which Bargiacchi is working at present. It represents a useful tool to investigate not only an exemplary figure of missionary and scholar, but also the history of the European exploration of Tibet as well as its social and political history in the 18th century. The author is presently updating his work with the intention of putting it on a website especially devoted to Ippolito Desideri [E. Lo Bue, “The Tibet Journal”, Vol. XXXII, n. 1, Spring 2007,
pp. 98-99].

    Durante la sua ricerca [per la redazione del primo saggio su Desideri], Bargiacchi ha raccolto una quantità enorme di documentazione; ha vagliato non solo i documenti esistenti, manoscritti o stampati, di Ippolito Desideri, ma è risalito alle fonti originali, riscontrando ricerche già effettuate, scoprendo nuovi indizi e nuovi materiali.
L’acquisizione di ogni genere di fonti, relative sia alla storia locale, sia alla storia missionaria e alla storia delle esplorazioni nel contesto internazionale degli ultimi quattro secoli, ha impresso alla vicenda uno spessore amplissimo.
Chi investe molte energie nella ricerca – come è noto – accumula un grande capitale, ma assume anche tutti i rischi e le difficoltà della sua gestione. Se da un lato, l’ampiezza della ricerca sviluppa una molteplicità di idee originate dalle letture più disparate (a conferma della regola che la mera specializzazione ha evidenti limiti creativi), dall’altro, però, essa crea il problema della complessità: quanto più ampio è il deposito dell’idee tanto più alto è il rischio della loro dispersione e tanto più grande è la difficoltà di ricondurre la materia alla sua unità. Questo è il crinale, appunto, che distingue un ricercatore da uno storico.
Bargiacchi ha compiuto questo salto di qualità, ossia è riuscito nell’impresa di “signoreggiare” la complessità della sua ricerca e di esporla con rigore filologico e stile narrativo.
Con questo primo suo contributo, Bargiacchi ha riportato definitivamente all’attenzione della critica storica un personaggio fino ad oggi non adeguatamente collocato nella sua giusta dimensione. Tale consapevolezza e l’apprezzamento ricevuto per quella monografia introduttiva presso gli ambienti scientifici, nazionali e internazionali, a cominciare dall’IsIAO (Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente) e dalla Società Geografica Italiana, per finire agli incoraggiamenti personali ricevuti da Luciano Petech e da Fosco Maraini, hanno indotto Bargiacchi a continuare la ricerca con l’obiettivo più ambizioso di scrivere la biografia di Ippolito Desideri.
In preparazione di questa più impegnativa monografia, Bargiacchi ha dato alle stampe, per i tipi dell’
Institutum Historicum Societatis Iesu, il volume dal titolo Ippolito Desideri S.J. Opere e Bibliografia, in cui vengono presentati (e scientificamente esaminati) i materiali preparatori dell’opera, che illuminano, tra l’altro […], il percorso intellettuale dell’A.
Come si legge nelle premesse alle apposite sezioni del volume, le schede raccolte riguardano sia la rassegna ragionata degli scritti e delle opere di Ippolito Desideri (dai manoscritti alle versioni a stampa), sia l’ampia bibliografia esistente sul missionario gesuita. Ogni opera è stata direttamente verificata e criticamente esaminata. Delle opere fondamentali è stato sempre riassunto il contenuto e spesso sono riportati anche brani significativi. Ma c’è di più: a disposizione del lettore, censiti e commentati, sono riportati anche gli scritti minori, quelle segnalazioni e quelle recensioni assai difficilmente rintracciabili, talvolta ricche di spunti informativi e di dettagli illuminanti.
La bibliografia segue il criterio cronologico, ossia è ordinata per epoca di pubblicazione. E l’indice analitico posto in fondo al volume (pp. 215-302), consente di risalire direttamente agli autori, alle loro opere, ai periodici, alle istituzioni, e alle opere di carattere generale, insomma a tutto ciò che facilita l’identificazione della fonte, compresi perfino – come l’A. ci informa (p. 22) – “curatori, prefatori, traduttori e comunque tutte le persone citate, con la sola esclusione degli editori”. […]
Il fatto è che questo lavoro – come dicevo – oltre a raccogliere (e portare a nostra conoscenza) una serie di materiali sparsi nelle biblioteche di tutto il mondo, introduce al metodo di lavoro dello studioso, alla sua capacità intellettuale di trasferire sul piano concettuale un’esperienza desunta da un libro e di afferrare la struttura del ragionamento contenuta in qualsiasi articolo, anche in una breve segnalazione. [G. Petracchi, “Storia Locale”, dicembre 2007,
pp. 108-111].

In one of his novels, Anatole France wrote ‘I know of no easier, more attractive and delightful reading than a catalogue’. We can fully concur with the opinion of the French writer when we pick up this book by E.G.Bargiacchi on Ippolito Desideri. Like all books, also this one may be examined from different viewpoints. I would like to propose a historical-archival interpretation in which the erudition is acknowledged and its utility for works of a historiographic nature appreciated. My point of view is also that of a Jesuit who is aware of and has experienced ‘from the inside’ many of the issues regarding the history of the Society and is delighted to observe the ever-growing interest aroused in the history of his Order.
In the first place, I consider it possible and also useful to set Bargiacchi’s book in a wider context, namely that of the bibliography, or rather that of Jesuit ‘bibliographies’. The use of the plural is more than justified as two kinds of bibliographies may be defined as ‘Jesuit’: the one in which the writings of members of the Society of Jesus are presented, and that dedicated to publications on the subject of the Order founded by St Ignatius, to which Ippolito Desideri belonged. Bargiacchi’s book reflects this dual nature. Indeed, in the first part he lists the writings by Desideri; in the second he provides a reasoned bibliography on our missionary. [...]
As no bibliography can be perfect or exhaustive, it is up to scholars of all periods to make additions and corrections to them. The book by Bargiacchi takes its rightful place in this long chain of succession and completion. [...]
Section two of Bargiacchi’s publication also here provides a precious supplement to the concluding part of Polgár’s work as it devotes nearly 200 pages to everything (if this can be said of the field of bibliography) published on Desideri. [...]
Today [...] we witness numerous examples of collaboration among Jesuit and non Jesuit historians. In my opinion it is precisely books like Bargiacchi’s that provide a good example of such collaboration.
I should like to conclude by quoting the Bollandist Victor De Buck when, while presenting the bibliographic work of several of his companions, he wrote in 1870: ‘A man can be very wise, finding satisfaction only in books, spending his life reading and writing them but not have any inclination towards being a bibliophile or a bibliographer. One can be an excellent librarian, book specialist, professional book trader, even an erudite, without being a bibliophile, much less a bibliographer. For the latter it is necessary to have a taste, a feel, an eye, an intuition, a wisdom, a curiosity, a patience, a wholly special kind of a attraction, that not even the best will in the world can guarantee’. These are qualities and natural inclinations that we all acknowledge as being possessed by the author of the book under review [R. Danieluk S.J., “East and West“, December 2007,
pp. 422-424]. 

    Anatole France scrisse in uno dei suoi romanzi “Non conosco una lettura più facile, più attraente, più dolce di quella di un catalogo”. Condividiamo facilmente l’opinione dello scrittore francese prendendo in mano il libro di Enzo Gualtiero Bargiacchi Ippolito Desideri S.J. Opere e Bibliografia. […]
Poiché nessuna bibliografia sarà mai perfetta ed esaustiva, spetterà agli eruditi di ogni tempo il compito di apportare aggiunte e correzioni. Ecco, vedrei nel lavoro di Bargiacchi, soprattutto per la prima parte, un esemplare assolvimento di un simile compito per gli scritti di Desideri. Oserei perfino pensare che il P. Sommervogel l’avrebbe salutato ed accolto con gioia, lui che nel 1883  scriveva a Ernest-Marie Rivière, suo confratello e collaboratore e poi uno dei suoi successori: “Ciò che mi consola, è pensare che è necessario lasciare qualche lavoro ai nostri successori, e la speranza che fra loro ci sarà almeno uno che vorrà completare o correggere l’opera dei suoi predecessori.” [Paris, 9 juillet 1883; lettera pubblicata in R. Danieluk, La Bibliothèque de Carlos Sommervogel: le sommet de l’Œuvre bibliographique de la Compagnie de Jésus (1890-1932), Institutum Historicum S.I., Roma, 2006, pp.424-425. 424]  . Il libro di Bargiacchi s’iscrive a buon diritto in questa lunga catena di successione a completamento dell’opera del gesuita francese.
Per tutto il ventesimo secolo disponiamo di un’eccellente lavoro di László Polgár, Bibliographie sur l’histoire de la Compagnie de Jésus, pubblicato a Roma negli anni 1981-1990 e completato nei fascicoli della rivista dell’ Istituto Storico dei gesuiti Archivum Historicum Societatis Iesu. […] La seconda sezione del libro di Bargiacchi offre anche qui un prezioso supplemento a quest’ultima parte del lavoro di Polgár perché fornisce quasi 200 pagine su tutto ciò (se si può dirlo nel campo della bibliografia) che è stato pubblicato su Desideri. […]
Oggi sembra che il tempo delle polemiche che hanno fatto versare molto inchiostro ed hanno riempito interi scaffali di biblioteche sia finalmente passato (o almeno si sia spostato altrove). In questo nuovo contesto stiamo assistendo a molti esempi di collaborazione tra storici gesuiti e non. Credo che un felice esempio di una simile collaborazione è oggi tra le nostre mani: è il libro che stiamo trattando. […]
Vorrei concludere citando il bollandista Victor De Buck, quando presentando il lavoro bibliografico di alcuni suoi confratelli scrisse nel 1870: “Un uomo può essere molto saggio, trovando il suo compiacimento solo nei libri, passando la sua vita a leggerli e a scriverli e non avere nessuna predisposizione per essere bibliofilo o bibliografo. Si può essere un eccellente bibliotecario, specialista di libri, libraio di professione, anche un sapiente, ma senza essere un bibliofilo, ancora meno un bi-bliografo. Per questo bisogna avere un gusto, un tatto, un occhio, un’intuizione, una saggezza, una curiosità, una pazienza, un’attrazione del tutto speciale, che neppure la migliore delle volontà potrà mai dare.”. Sono qualità e naturali disposizioni che tutti noi riconosciamo nell’autore del libro che oggi stiamo presentando. A Enzo Gualtiero Bargiacchi vanno i nostri più sinceri, e per quanto mi riguarda, “interessati” auguri che il buon proseguimento delle ricerche possa dar vita a nuovi e altrettanto validi e accurati strumenti di ricerca quanto il repertorio su Ippolito Desideri [R.
Danieluk S.J., testo originale in italiano prima della traduzione e adattamento per  la recensione su  “East and West”].

One of the great lacunae in the history of Buddhist-Christian relations has been a lack of attention to the work of missionaries who reported on Buddhist belief and practice in various parts of East and South Asia.  As a result, the important work of the Italian Jesuit Ippolito Desideri (1684-1733) has not received the attention it deserves.  There had been centuries of missionary contact with the Buddhists of Sri Lanka, Japan, and China, but it was not until the mission of Desideri to Tibet (1716-1721) that the connection between the Buddhism of Southeast Asia and that of China and Japan could be established on the basis of Desideri’s study of Tibetan historiographical materials.
Desideri was the first European to become fluent in Tibetan, the first to understand Buddhist Mahayana scholasticism, the first to grasp the meaning of Vajrayana ritual and practice, the first to describe the political situation of Tibet, the first to engage in serious debate with Tibetan lamas, the first to write extensively on Catholic Christianity in Tibetan.[…]
The author of this summary of the works of Ippolito Desideri and of the entire corpus of materials related to his oeuvre, Enzo Gualtiero Bargiacchi, is convinced that even today the works of this eighteenth century Jesuit missionary have something to offer.  I would agree with Bargiacchi, because I am equally convinced that the Desiderian project is in many ways a better model for interreligious dialogue between Christians and Buddhists than any of the more recent models that have been proposed and implemented since the Second Vatican Council. [...]
In order to gain access to the works of Desideri and his interpreters, a complete bibliography is not only a desideratum but a necessity. Bargiacchi has provided us with an astonishingly thorough compilation of Desideriana, including manuscripts and publications.  The work is divided into the following sections:  (1) the works of Ippolito Desideri himself, including archival entries; (2) an exhaustive year by year bibliography of writings about Desideri, anthologies of his works in missionary publications, and more recent studies and editions of his principal works from 1722 to 2007; (3) four indices that cover authors, periodicals cited, institutions, and general works. The second part is the most useful, not only for its completeness but also for the valuable summaries (in Italian) of the works listed. For example, the works of three recent Italian scholars, Luciano Petech, Giuseppe Tucci and Giuseppe Toscano are generously summarized with key quotations from their own works and from book reviews of their works.
The bibliography includes works in all European languages.  It is to be hoped that the English speaking scholars mentioned under “2007” will translate this material into English for the benefit not only of Tibetologists, but also of the Buddhist-Christian community of scholarship and dialogue [F. Tiso, “Buddhist-Christian Studies“, Vol. 28, 2008, pp. 166-168].

    «A coronamento di anni di studio sulla figura di Ippolito Desideri, con questo volume Enzo Gualtiero Bargiacchi fornisce uno straordinario repertorio bibliografico relativo al grande viaggiatore e missionario gesuita» [R. Eleuti, “Bollettino della Società Geografica Italiana, aprile-giugno 2008, p. 541].

    Il volume si pone come imprescindibile punto di partenza per chiunque voglia intraprendere lo studio della vita e dell’opera del gesuita pistoiese Ippolito Desideri (1684-1733), missionario in Tibet e fra i primi studiosi del buddismo, autore di alcune opere sul medesimo scritte in tibetano nonché di una monumentale Relazione nella quale condensò la sue osservazioni durante questa esperienza e che costituisce una autentica miniera di notizie storiche, geografiche e antropologiche sul lontano paese asiatico. Il lavoro è diviso in due parti: la prima ricostruisce con grande precisione la complessa tradizione testuale delle opere di Desideri e dà conto sia dei testimoni manoscritti sia delle, spesso parziali, edizioni a stampa. In particolare, è degno di nota il puntuale censimento degli scritti, per così dire, minori e meno “strutturati” di Desideri, come le lettere e i numerosi interventi all’interno del contenzioso che si aprì tra Gesuiti e Cappuccini per aggiudicarsi l’esclusiva dell’attività missionaria in Tibet (e dal quale i primi uscirono sconfitti, il che spiega, almeno in parte, il secolare oblio nel quale cadde fin da subito l’opera desideriana). Anche di queste opere, perfino di ogni singola lettera, l’autore ha rintracciato con certosina pazienza ogni edizione anche parziale e le traduzioni in altre lingue. La seconda e più cospicua parte del volume è occupata dalla bibliografia su Ippolito Desideri ordinata cronologicamente per epoca di pubblicazione, il che permette di leggerla anche come specchio delle alterne vicende della “fortuna” desideriana. Si tratta di una bibliografia che tende alla completezza e all’esaustività e quindi non opera a monte alcuna selezione basata sulla qualità delle opere segnalate né sulla loro tipologia: comprende quindi opere a carattere enciclopedico, monografie, articoli e recensioni, sia di notevole sia di scarso rilievo. In realtà, però, il vaglio critico dell’autore è sempre presente e si manifesta continuamente nelle accurate descrizioni e commenti che fa seguire alle opere più importanti, riportandone spesso anche alcuni brani ritenuti più significativi; ovviamente, specie nel caso delle opere più generali, sono sempre indicati i riferimenti puntuali alle pagine che presentano rinvii specifici al gesuita pistoiese. Completano il volume tre corposi e utilissimi indici analitici (per autori, periodici e istituzioni) che consentono accessi incrociati e complementari a quello primario, che è, come già detto, di ordine cronologico [R. Nelli, “Archivio Storico Italiano“, luglio-settembre 2008, pp. 607-608].

«In the past decade, Enzo Gualtiero Bargiacchi, an independentscholar from Pistoia, Italy, has been quietly laying the groundworkfor a scholarly reappraisal of Ippolito Desideri. The Tuscanpriest, who traveled in India, Ladakh, Nepal, and Tibet duringthe early eighteenth century, is commonly believed to be thefirst “modern” Tibetologist, and Bargiacchi’s comprehensivebibliography is an indispensable tool for any serious studyof the Jesuit missionary» (p. 154).

«That being said, it is well nigh impossible to add anythingto Bargiacchi‘s wonderful bibliography of works that addressor mention Desideri. Ranging from one of Desideri’s letterspublished in 1722 to the most recent articles published beforethe book went to press in 2007, each entry is arranged chronologically,often with copious commentary by Bargiacchi, and supplementedby an alphabetized analytical index. Bargiacchi’s inclusionof a number of rare eighteenth and early nineteenth centuryworks is a real treat. While he follows the thread of severalbootleg translations of Desideri’s letter that appeared in thewell-known Lettres édifiantes et curieuses, Bargiacchi’s|true forte is the presentation of rare historical works like Antonio Matani‘s De Philosophicis Pistoriensium Studiis Dissertatio (Pistoia 1764) and philosophical studies like Tommaso Vincenzo Moniglia’s La mente umana spirito immortale, non materia pensante(Padova 1766). Bargiacchi‘s bibliography is especially detailedfor the period leading up to the rediscovery of Desideri’s manuscriptsin the late nineteenth century and the varied responses thatfollowed in its wake, a topic to which Bargiacchi has alreadydevoted his considerable scholarly talents in La Relazionedi Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali,in “Storialocale. Quaderni pistoiesi di cultura moderna e contemporanea”,2 (2003), pages 4–103» (pp. 155-156).

«Bargiacchi‘s Ippolito Desideri S.J. Opere e Bibliografia, insum, is a model of scholarly rigor and bibliographical élan.It is absolutely essential to anyone who wishes to study the Jesuit missionary and, alongside the necessary editions of Luciano Petech and Giuseppe Toscano, it will be a much-thumbed resourcein the library of any such scholar. I would also encourage anyoneinterested in the history of the academic study of Tibetan religionand culture, Buddhism, inter-religious dialogue, geography,exploration, or colonialism to locate a copy and to read some of the articles that Bargiacchi has uncovered. (On this lastpoint, I should add that Desideri and other Jesuit explorerswere cast in sinister roles in much of the British colonialistliterature of the early twentieth century, and so Bargiacchi‘sbibliography is especially helpful for anyone studying the GreatGame played between Russia and the British Empire for supremacyin Central Asia during the nineteenth and early twentieth centuries).Finally, Bargiacchi‘s bibliography should also be of interestto any real bibliophile, for it is evidence enough of his ownlove of books, and his love for his subject matter. It is unfortunatethat more scholars do not write such bibliographies, and itstands as an indictment of our academic institutions that thefew who do so almost always work outside their walls» (p. 156) [Trent Pomplun, “Journal of the American Academy of Religion“, vol. 77, n.1, March 2009, pp. 154-156].

    En una primera parte el autor presenta las obras de Hipólito Desideri (Pistoya 20.12.1684 – Roma 13.4.1733), el célebre misionero del Tibet. En primer lugar, sus obras italianas: los quatro manuscritos de Relaciones, y sus ediciones impresas, los manuscritos e impreso de su Manuale missionario, y sus tres Difese en la causa de la misión del Tibet, los tres Sommarii, 25 cartas, y & series de documentos referentes a Desideri. Presenta tambien sus obras tibetanas y en otras lenguas. En la parte segunda ofrece el autor una Bibliografia razonada sobre Hipólito Desideri y antología de los comentarios. Está ordenada cronológicamente, desde 1722 al 2007. Es el fruto de largos años de investigación y aspira a ser completa; será dificil que se pueda añadir alggún dato más a los recogidos en la casi 200 páginas que le están dedicadas en el libro. Para facilitar la consulta en casi 100 páginas más propone indices de autores citados, de publicaciones periódicas, de instituciones, de obras generales. Agradecemos al autor y editores esta plena información de todo lo que sobre Desideri se ha escrito [Archivo Teológico Granadino“, 2008, p. 248].

 

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Progetto Desideri: PR.D.01Premessa, PR.D.02Ricerche, PR.D.03Inizio, PR.D.04StoriaRelaz., PR.D.05Conf.2004-6, PR.D.06Art.2004-6, PR.D.07BiografiaD., PR.D.08Bibliogr.D., PR.D.09Conf.2007, PR.D.10Ev.2008, PR.D.11Atlanta2008, PR.D.12Ev.2009, PR.D.13Ev.2010, PR.D.Sviluppi, PR.D.zzApp.Bibliogr.