La storia della Relazione desideriana

Questa prima monografia, che considero introduttiva alla figura e all’opera di Desideri, uscì, col titolo La ‘Relazione’ di Ippolito Desideri fra storia locale e vicende internazionali, come numero monografico della rivista semestrale “storialocale” (n. 2, dicembre 2003, pp. 4-103; a p. 3, Editoriale; nella terza di copertina, profilo biografico), pubblicata dall’Associazione Storia e Città con l’editore “Gli Ori” (Piazzetta San Pietro 5, 51100 Pistoia. E-mail: storialocale@gliori.it). Si tratta di una ricostruzione dettagliata delle vicende tormentate che riguardano l’opera del missionario gesuita, dalla mancata pubblicazione all’ostracismo successivo, fino alla lenta emersione, chiarendo aspetti finora oscuri e illustrando le singole vicende nel quadro di un contesto più generale. La figura di Desideri emerge con forza all’interno di una sintesi della storia (dal 1700 ad oggi) della conoscenza del Tibet (e delle regioni centroasiatiche) e del buddhismo da parte dell’Occidente, connessa alle varie implicazioni geopolitiche.

Il saggio fu presentato con successo a Pistoia il 26 febbraio 2004, nel Saloncino del Palazzo de’ Rossi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, da Ivano Paci, presidente della stessa Fondazione, dallo storico Giorgio Petracchi, presidente dell’Associazione Storia e Città, da Andrea Ottanelli, direttore della rivista “Storia Locale” (notizia della presentazione su “La Nazione”, Pistoia, 26.2.2004). Questa opera fu distribuita inizialmente solo a Pistoia, con recensioni su “La Nazione” (martedì 17.2.2004, p. IX / Agenda Pistoia, Cesare SARTORI, Un pistoiese, il primo tibetologo della storia. La ricerca. La ‘riscoperta’ di padre Ippolito Desideri) e “Il Tirreno” (martedì 16.3.2004, p. IV / Pistoia, Paolo GESTRI, Storia locale in edicola, c’è il saggio sul viaggio in Tibet di Desideri; recensione ripubblicata in “Avventure nel Mondo”, a. XXXI, n. 2, luglio-dicembre 2004, p. 112), e prontamente segnalata dal periodico di Pasquale Chiaro, “Appunti di Viaggio” (n. 72, maggio-giugno 2004, p. 38); in seguito conobbe un riscontro superiore ad ogni previsione.

Una nuova presentazione si svolse il 25 novembre 2004 presso la Società Geografica Italiana (S.G.I.) a Villa Celimontana di Roma. L’introduzione del prof. Giuliano Bellezza (presidente di Home of Geography), per conto del prof. Franco Salvatori, presidente della S.G.I., fu seguita dagli interventi di Francesco Surdich dell’Università di Genova, uno dei massimi esperti di storia delle esplorazioni (il quale con vivacità, e con grande sapienza, svolse anche le funzioni di presidente della seduta), di Gherardo Gnoli, presidente dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO, già IsMEO, Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, fondato da Giuseppe Tucci), di Maria Mancini, docente di Storia della geografia all’Università degli Studi Roma Tre, di Massimiliano A. Polichetti, esperto dell’area tibetana e nepalese del Museo Nazionale d’Arte Orientale (Palazzo Brancaccio, Roma), di Carlo Vivoli, direttore dell’Archivio di Stato di Pistoia, in rappresentanza della rivista “Storia Locale”, e di Vittorio Kulczycki dell’associazione “Avventure nel Mondo”.

L’accoglienza fu oltremodo calorosa per l’accuratezza e la profondità della ricerca che valorizza uno straordinario personaggio non ancora riconosciuto come merita. Proprio per questo, l’autore di questo primo fortunato saggio fu incoraggiato a proseguire nelle sue ricerche e nelle pubblicazioni già annunciate.

Occorre anche ricordare che la presentazione alla S.G.I. fu onorata da una numerosa e qualificata partecipazione di istituzioni e studiosi: la dottoressa Donatella Mazzeo, direttrice del Museo Nazionale d’Arte Orientale, il colonnello Elio Ruggiano, direttore della Biblioteca dell’Istituto Geografico Militare, il dott. Stefano Caciolli, ricercatore dello stesso I.G.M., la professoressa Maria Angela Falà della Fondazione Maitreya, direttrice della rivista “Dharma”, il prof. Giancarlo Castelli, antropologo e molti altri docenti universitari e ricercatori. Notizie della presentazione, della quale è disponibile un breve resoconto, sono pubblicate su “La Nazione”, Pistoia, domenica 28.11.2004 (Cesare SARTORI, Bargiacchi. Onori romani al biografo di Desideri), sul “Bollettino della Società Geografica Italiana” (Serie XII, Vol. X, fasc. 1, gennaio-marzo 2005, pp. 261 e 265), sul “Bullettino Storico Pistoiese” (a. CVII, 2005; Terza serie XL; pp. 237-238.

Oltre alle segnalazioni e recensioni sopracitate, del saggio sulle vicende della Relazione desideriana se ne sono occupati importanti periodici specializzati come: “L’Universo” (recensione di Stefano Caciolli); “Bollettino della Società Geografica Italiana” (recensione di Francesco Surdich); “Rivista Geografica Italiana” (recensione di Leonardo Rombai); “Clio” (recensione di Mariangela Maraviglia); “Bullettino Storico Pistoiese” (recensione di Renzo Nelli); “Studi e Materiali di Storia delle Religioni” (recensione di Nicoletta Basilotta); “La Civiltà Cattolica” (Ippolito Desideri, missionario gesuita ed esploratore. Viene presentato un saggio sulle memorie del P. I. Desideri), articolo di sei pagine, di Giuliano Raffo, con richiamo in copertina; “East and West” (recensione di Oscar Nalesini). Per indicazioni più precise si veda l’appendice bibliografica.

Su questo saggio, apprezzato da Petech e da Maraini – dai quali ho ricevuto calorosi incoraggiamenti a proseguire le ricerche –, si è detto:

    Nel testo di saldo impianto scientifico e di rigore archivistico, Enzo Bargiacchi ripercorre l’intera vicenda tratteggiando i personaggi in modo sintetico, ma espressivo, delineandoli nei loro caratteri non solo biografici, ma peculiari, popolando le pagine di “persone”. Il lettore si ritrova così immerso in uno “spaccato” di quel mondo “geografico” fiorentino e toscano, che, a cavallo fra la metà dell’Ottocento e gli anni ’30 del Novecento, era in stretto contatto con quello inglese. Ammirevole la freschezza con cui sono resi familiari i tanti nomi che compaiono e che, in molti casi, avrebbero corso il rischio di restare puri tratti sulla carta bianca [S. Caciolli, “L’Universo”, gennaio-febbraio 2005, pp. 133-136].

    Recensiamo quest’articolo poiché riteniamo che, grazie alla gran quantità di documenti citati, porti una nuova “completa ricostruzione delle vicende riguardanti il missionario gesuita”.
Con scrupolosa attenzione l’autore ricostruisce il percorso che la Relazione (resoconto del viaggio [del] P. Desideri) ha seguito dal suo ritrovamento fino alle peripezie affrontate prima di vederne la pubblicazione. [...]
Considerando l’importanza che l’argomento riveste per gli orientalisti e soprattutto le “novità” che questo contributo introduce, ci sembra una scelta restrittiva, quella dell’autore , di averlo voluto pubblicare in un periodico, che sebbene si presenti come un numero praticamente monografico penalizza comunque il Desideri; cinicamente potremmo dire che continua la tradizione che ha visto la Relazione del Desideri imbattersi in tanti ostacoli nel corso di due secoli. Questa critica vuole essere soprattutto un incentivo per il Bargiacchi ad una pubblicazione di più ampio respiro, con note più ampie e con riflessioni che si ha l’impressione che siano state tolte o ridimensionate [N. Basilotta, “Studi e Materiali di Storia delle Religioni“, 2005/1,
pp. 213-214].

    Storia di una (s)fortuna secolare si potrebbe intitolare l’ampio ed esaustivo saggio [nel quale] con passione autentica e singolare acribia documentaria l’autore ricostruisce le intricate vicende che hanno determinato una sorta di lunga congiura del silenzio nei confronti dell’opera del gesuita pistoiese Ippolito Desideri, uno dei primi missionari che si siano inoltrati nelle regioni del Tibet  e certamente il primo che abbia tentato di penetrare i fondamenti di un sistema religioso tanto lontano dal cristianesimo, in quegli anni saldamente rappresentato dalla teologia di S. Tommaso.[…]
Bargiacchi conduce il lettore in una avventura affascinante che dal chiuso degli archivi si apre su audaci spedizioni, tocca interessi coloniali e perfino intrighi internazionali, prendendo talvolta i colori del romanzo giallo, come è stato già notato da Maria Mancini, della Società Geografica Italiana, durante la presentazione del volume in esame.
Carteggi inediti, ricerche accuratissime e minuziose, analisi d’archivio condotte impeccabilmente dall’autore sono alla base di questa ricostruzione, che vede protagonisti o attori studiosi locali ed esperti di fama internazionale, studiosi di lingue orientali e promotori delle neonate discipline dedite alla tibetologia e al buddismo, geografi e teologi.  […] [M. Maraviglia, “Clio”, luglio-settembre 2005,
pp. 537-539].

    [...] Enzo Gualtiero Bargiacchi ha pubblicato un nuovo saggio sull’argomento [...]: non è un racconto del viaggio, ma una ricerca sulle fonti che illustra le fasi della riscoperta dei manoscritti originali, con le pubblicazioni che ne sono seguite, e si concede frequenti digressioni sulle persone coinvolte e sugli echi suscitati negli ambienti scientifici internazionali [G. Raffo, “La Civiltà Cattolica“, 19.11.2005, pp. 366-371].

    In un ipotetico Olimpo dei sottovalutati e degli ingiustamente dimenticati la figura del gesuita pistoiese Ippolito Desideri potrebbe a buon diritto elevarsi al di sopra di molte altre. [...] Se si volesse (e forse si dovrebbe) promuovere una causa per una sorta di ‘beatificazione culturale’ di Ippolito Desideri, certo essa non potrebbe trovare un postulante più convinto, competente e infaticabile di Enzo Gualtiero Bargiacchi. Ormai da anni dedito allo studio del suo illustre concittadino – del quale ha anche fisicamente ripercorso le tracce in Tibet, come si arguisce da molte delle fotografie che arricchiscono il testo di cui qui si parla –e delle di lui opere, Bargiacchi mette finalmente a disposizione di tutti questo bel lavoro, che occupa la quasi totalità del fascicolo numero 2 della rivista “Storia locale”, fino a farlo diventare, in buona sostanza, un numero monografico. [...] Bargiacchi sceglie di porre l’accento su un aspetto assai particolare, ma non per questo meno interessante della vicenda: aspetto costituito proprio dalla ‘fortuna’ (e in questo caso le virgolette sono pressoché obbligatorie; anzi, meglio sarebbe parlare di ‘disgrazia’) della Relazione. E lo fa dipanando via via davanti ai nostri occhi l’intricata matassa di una vicenda che si configura spesso come una sorta di giallo; anzi, talvolta, come una vera e propria spy story. […] tutto ciò è raccontato da Bargiacchi sulla scorta di una notevole conoscenza della letteratura storica e della memorialistica dell’epoca, ma anche e soprattutto con l’ausilio di fonti di prima mano, sempre correttamente e scrupolosamente esplicitate al lettore […] le fonti in questione sono sempre viste alla luce di un’ermeneutica impeccabilmente vigile, che tuttavia non fa affatto velo a un tessuto narrativo scorrevole e piacevole da seguire [R. Nelli, “Bullettino Storico Pistoiese”, 2005, pp. 191-194].

    It gives me great pleasure to greet the publication of this book (in fact it is a monographic issue of the Pistoia review Storia Locale) dedicated by Enzo Gualtiero Bargiacchi to the events that developed around the Relazione written by the missionary – also from Pistoia – Ippolito Desideri, after seven years living in Tibet. Reading it one is reminded of the many novels […] which center around a lost manuscript or a burnt library. And it can be read precisely like a novel so pleasant is the way the book is written. But with one important difference: the Relazione manuscripts really did exist, and fortunately still do. Indeed consist of one of the most important texts, ever written on a country, Tibet, which although discussed extensively (and often inappropriately), is still relatively unknown to the Italian public. […] In Bargiacchi’s book the events linked to the search for the manuscript containing Desideri’s report and its publication perform also the function of the thread linking most of European Tibetology between the 19th and the 20th century [O. Nalesini, “East and West”, 2005, pp. 507-509].

    È con vero piacere che saluto l’apparizione del libro (in realtà un fascicolo monografico della rivista pistoiese Storia Locale) dedicato da Enzo Gualtiero Bargiacchi alle vicende che si svilupparono attorno alla Relazione scritta dal missionario – pistoiese anch’egli – Ippolito Desideri dopo sette anni di permanenza in Tibet. Leggendolo, il lavoro ricorda uno dei tanti romanzi […] che ruotano intorno a un manoscritto perduto o una libreria data alle fiamme. E per di più si legge come un romanzo, tanto il lavoro è scritto gradevolmente. Ma con una differenza importante: i manoscritti della Relazione sono realmente esistiti, e fortunatamente esistono ancora. Anzi riportano uno dei più importanti testi che mai siano stati scritti su un paese, il Tibet, che nonostante se ne parli molto (e a volte impropriamente), rimane ancora sostanzialmente ignoto al pubblico italiano […] Nello scritto di Bargiacchi le vicende legate alla ricerca del manoscritto contenente la relazione di Desideri, e la sua pubblicazione, svolgono inoltre la funzione di filo conduttore di buona parte della tibetologia europea tra Otto e Novecento [O. Nalesini, testo originale del recensore, poi pubblicato in traduzione inglese in “East and West”].

    […] Bargiacchi ha il merito di dipanare una vicenda assai complessa, col ricostruire in modo accurato e competente e con un’impostazione narrativa piacevole e anche avvincente il contributo offerto dal viaggiatore alla conoscenza […] [L.Rombai, “Rivista Geografica Italiana”, marzo 2006, pp. 206-208].

    […] si legge come un giallo alla scoperta del misterioso e inaccessibile manoscritto del P. Desideri come nel romanzo di Eco, Il nome della rosa si va alla ricerca di un perduto testo greco o come molti lettori del nuovissimo best seller americano Il codice Da Vinci restano ansiosi di sapere che è avvenuto […] [Walter Gardini, Lettera dattiloscritta inviata all’autore da Buenos Aires, 17.11.2004].

Il saggio uscito a fine 2003 su “Storia Locale”, che sarà pubblicato in veste riveduta e molto ampliata, e con traduzione inglese, nella prestigiosa collana dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (sto attualmente attendendo ai necessari adattamenti ed aggiornamenti), è stato citato in importanti studi usciti in Italia e all’estero ed ha stimolato varie iniziative che qui si elencano.

[Segue]

Progetto Desideri: PR.D.01Premessa, PR.D.02Ricerche, PR.D.03Inizio, PR.D.04StoriaRelaz., PR.D.05Conf.2004-6, PR.D.06Art.2004-6, PR.D.07BiografiaD., PR.D.08Bibliogr.D., PR.D.09Conf.2007, PR.D.10Ev.2008, PR.D.11Atlanta2008, PR.D.12Ev.2009, PR.D.13Ev.2010, PR.D.Sviluppi, PR.D.zzApp.Bibliogr.